Indipendenti, cresce il precariato

La pandemia ha evidenziato i limiti del sistema di sicurezza sociale per questa categoria professionale - È quanto emerge da uno studio della SUPSI commissionato dal PS

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La crisi pandemica "ha rivelato i limiti dell'interpretazione della realtà del lavoro indipendente da parte del sistema di sicurezza sociale". È quanto emerge da uno studio realizzato dalla SUPSI e commissionato dal Partito socialista svizzero.

"Lo studio ha messo in mostra un mondo molto composito e molto fragile. Non soltanto dal punto di vista salariale e reddituale, ma anche dal punto di vista della sicurezza sociale, con problemi per esempio a livello di previdenza professionale. Poi ci sono evidentemente altre lacune, nel campo della sanità e a livello di sostituzione di indennità giornaliere in caso di malattia", afferma Spartaco Greppi, coautore dell'indagine e responsabile del Centro competenze lavoro, welfare e società della SUPSI.

Situazione indipendenti, le reazioni

Situazione indipendenti, le reazioni

TG 20 di martedì 25.05.2021

"Molti lavoratori indipendenti lavorano in settori dove i margini sono bassi e già prima della crisi pandemica avevano poco margine di manovra finanziario", ha affermato martedì alla stampa la copresidente del PS Mattea Meyer. "A causa degli elevati ostacoli posti dalle varie assicurazioni sociali, molti lavoratori e lavoratrici hanno difficoltà ad accedere ad un aiuto finanziario", aggiunge Ada Marra, vicepresidente del partito.

Se durante la crisi sanitaria il sistema è intervenuto prontamente con misure a sostegno del reddito, non ha per contro preso in considerazione l'attività degli indipendenti. Le IPG "sono infatti un'indennità per perdita di guadagno ma non per perdita di attività". Per i ricercatori della SUPSI si tratta di "una lacuna" che "andrebbe ridefinita". Una sfida alla quale si dovrebbe rispondere, sottolinea il professor Greppi, garantendo diritti sociali a lungo termine.

“Una riflessione si impone, però bisogna stare attenti a non cambiare le regole in un momento d’emergenza. Mantenendo le regole e con dei piccoli correttivi siamo sempre riusciti a risolvere le situazioni”, avverte Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio del Cantone Ticino.

ATS/TG/YR
Condividi