Confermata una decina di viaggi dalla Svizzera per combattere in Siria
Confermata una decina di viaggi dalla Svizzera per combattere in Siria (keystone)

Jihad, aperti 20 procedimenti

La procura federale indaga nel più stretto riserbo sugli svizzeri che sostengono gruppi terroristici

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Sono una ventina gli incarti aperti in Svizzera, "contro una o più persone", per sostegno a un'organizzazione criminale in relazione all'aiuto che cittadini elvetici (o stranieri residenti nella Confederazione) stanno fornendo a gruppi radicali islamici. Lo rivela un'inchiesta del TagesAnzeiger. Sui casi, tuttavia, il Ministero pubblico mantiene il più stretto riserbo. Non fornisce aggiornamenti nemmeno sugli episodi già da tempo di dominio pubblico.

Stando al quotidiano, le tipologie in esame sono comunque diverse: si va da giovani uomini (sempre più spesso radicalizzatisi in Svizzera) che hanno lasciato il paese per andare a combattere, alla propaganda in internet (un curdo è stato condannato a tre anni e tre mesi di carcere in maggio), al sostegno logistico e finanziario.

Sempre più spesso, la destinazione dei militanti elvetici è la Siria. I viaggi confermati nel giro di pochi mesi sono saliti da cinque a dieci. In totale, però, sarebbero una quarantina gli svizzeri ad aver scelto la via del jihad in diverse parti del mondo.

pon

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