Una recente immagine del consigliere nazionale (keystone)

L’uomo nell’ombra di Chiesa

Franz Grüter è il “ministro degli interni” dell’UDC. A fianco del ticinese neopresidente è una delle figure chiave del partito

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A lui tocca il lavoro lontano dai riflettori dei media, quello all'interno del partito. Franz Grüter, 58enne, è consigliere nazionale lucernese e imprenditore. All'interno dell'UDC, oltre a quella di vicepresidente, ha la funzione di capo di stato maggiore. In politica è arrivato tardi. La carriera, e i milioni, li ha fatti come imprenditore nel settore informatico, dagli anni ‘90, attivo in Svizzera e Stati Uniti.

“Grazie a questa esperienza sono più rilassato di fronte a certe situazioni” spiega alla RSI. All'assemblea dei delegati UDC di agosto, dopo che Marco Chiesa è stato eletto presidente, Grüter è stato scelto come uno dei vicepresidenti e come capo di stato maggiore, col compito di curare i rapporti con le sezioni cantonali.

“No”, assicura, “non devo stare attento all'operato di Chiesa, faccio piuttosto parte della sua squadra.” Il presidente annuisce: “Franz Grüter, da imprenditore di successo, ha un ruolo centrale,” spiega Marco Chiesa, “per me è un grande aiuto.”

Marco Chiesa, nuovo presidente nazionale dell'UDC
Marco Chiesa, nuovo presidente nazionale dell'UDC (keystone)

Visto che a Grüter spetta il ruolo a volte ingrato di curare i rapporti con le sezioni cantonali, dove non mancano i problemi da risolvere, è stato definito una specie di "ministro degli interni". Tra i suoi compiti: mobilitare la base, per evitare sconfitte elettorali come alle ultime elezioni federali.

Grüter nega di avere però un gran potere, all'interno del partito. Perché allora questa funzione? “In altri partiti hanno introdotto le copresidenze. Secondo noi non funziona, perché vogliamo che alla fine sia sempre una persona ad assumersi la responsabilità. La responsabilità non si può dividere. Si può però dividere il lavoro, perché il carico è enorme.”

Da chi gli sta vicino geograficamente, ma non politicamente, viene descritto come “simpatico e alla mano”. Così Michael Töngi, dei Verdi, lucernese come Grüter. Allo stesso tempo lo definisce “molto fedele alla linea del partito, fatta eccezione per qualche tema marginale legato all'informatica e alla protezione dei dati.”

Franz Grüter e Christoph Blocher si sono conosciuti negli anni '80, al reggimento di contraerea dell'esercito. Il colonnello Blocher promosse Grüter a capitano. Ma i gradi politici il lucernese li ha conquistati nel suo cantone dal 2012, sotto la sua presidenza l'UDC a Lucerna ha conquistato i seggi sia in Gran Consiglio che all'Assemblea federale. “L'esperienza politica e la dinamica imprenditoriale,” conclude Grüter, “sono ora più utili che mai nell'UDC.”

La guida del partito infatti era più facile negli anni col vento in poppa. Ora il primo partito deve abituarsi a rialzare la testa. L'anno scorso dopo le elezioni. Tra pochi giorni, forse, dopo la votazione sulla sua iniziativa sulla libera circolazione.

Alan Crameri

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