Il neo presidente dell'UDC da Berna ha diretto i lavori assembleari tenutisi online (Keystone)

L'UDC contro l'accordo quadro

L'assemblea del partito ha adottato una risoluzione contro il testo negoziato con Bruxelles - Sostegno al referendum contro la legge CO2

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

L'UDC è contraria all'accordo quadro istituzionale con l'UE: riuniti in assemblea virtuale a causa della pandemia i delegati del partito hanno approvato con 148 sì e 7 no una risoluzione contro il testo negoziato con Bruxelles. Il "trattato di sottomissione" deve essere combattuto con tutte le forze, ha affermato il neo presidente Marco Chiesa. L'accordo rappresenta il tema più importante per la Svizzera, più ancora del coronavirus, gli ha fatto eco il consigliere nazionale zurighese Roger Köppel: a suo avviso l'intesa è un attacco frontale alla sovranità elvetica, alla democrazia e a tutto ciò che ha costituito il successo della Svizzera.

L'accordo istituzionale non sarebbe "nient'altro che un'adesione strisciante all'UE", ha affermato Marco Chiesa che ha portato il sostegno dell'Unione democratica di centro al referendum lanciato dagli ambienti economici la nuova legge sul CO2 elaborata dal Parlamento che, per dimezzare le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto al 1990, tra le altre cose, prevede l'aumento del prezzo dei carburanti e la tassazione dei biglietti aerei. "La Svizzera può raggiungere i suoi obiettivi senza ulteriore burocrazia e senza aumentare le tasse", ha sottolineato il consigliere agli Stati ticinese.

Ueli Maurer: la crisi si ripercuoterà su occupazione e posti di lavoro

Nel suo intervento ha anche esortato i membri del partito ad agire con decisione per combattere il coronavirus e proteggere i gruppi a rischio, ma all'interno del sistema federale, senza un intervento eccessivo della Confederazione, facendo appello alla responsabilità dei cittadini e rispettando le prerogative dei cantoni. Il consigliere federale Ueli Maurer, da parte sua, ha invece posto l'accento sull'importanza di considerare, al di là dell'aspetto sanitario, anche quelli economici e sociali. Gli scenari che si aprono adesso sono infatti tutt'altro che rosei. Il titolare del Dipartimento federale delle finanze ha invitato a ponderare attentamente le future spese avvertendo: prossimamente la crisi si ripercuoterà su occupazione e posti di lavoro.

In vista delle votazioni del 29 novembre l'UDC raccomanda di respingere entrambe le iniziative: quella per imprese responsabili e quella per vietare il finanziamento dei produttori di materiale bellico.

Diem/ATS/RG
Condividi