Dal 2020 gli hacker lavorano su invito, ora potranno farlo anche senza
Dal 2020 gli hacker lavorano su invito, ora potranno farlo anche senza (keystone)

La Posta si affida agli hacker

Lanciata una sfida a violare i suoi sistemi, così da migliorare la sicurezza informatica

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La Posta vuole migliorare la propria sicurezza informatica e per farlo chiede a tutti di mettersi a caccia di bug del suo sistema. Gli interessati possono tentare di hackerare, a fin di bene, la rete dell'azienda: in palio ci sono premi dai 50 fino ai 10'000 franchi.

Il gigante giallo, viene ricordato in una nota di mercoledì, è stata una delle prime società svizzere ad avviare un programma permanente di cosiddetto "bug bounty", a maggio 2020. Si tratta di un'iniziativa (fin qui su invito, ora aperta a tutti) che sollecita gli hacker a verificare le vulnerabilità dei sistemi informatici, con lo scopo di perfezionare la sicurezza dei servizi digitali. Nel momento in cui una falla viene segnalata (sono circa 500 quelle già scovate), la Posta avvia apposite misure per risolverla.  Per ogni problema individuato viene poi elargita una ricompensa.

 

Già nel 2019 la Posta (su mandato della Confederazione) si era affidata a questo tipo di specialisti per testare il suo sistema per il voto elettronico, poi abbandonato proprio per le lacune riscontrate.

ATS/pon
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