Foto d'archivio (keystone)

La Svizzera senza patate

Maltempo e pandemia hanno drasticamente ridotto i raccolti, si dovrà ricorrere alle importazioni

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La Svizzera potrebbe ritrovarsi presto senza il proprio contorno preferito: le patate. Maltempo e pandemia ne hanno drasticamente ridotto i raccolti, e si dovrà probabilmente ricorrere alle importazioni.

Ogni svizzero ne consuma in media 45 kg l'anno, ma per i produttori di patate il 2021 è un anno da dimenticare. L'associazione di categoria, Swisspatat, stima una perdita del raccolto tra il 15 e il 30% per le patate convenzionali e dal 60 all'80% per quelle biologiche.

La produzione di patate ha un costo relativamente elevato per l'agricoltore, spiega l'Unione Svizzera produttori di patate. Ill raccolto deludente di quest'anno peserà negativamente sul morale dei produttori e alcuni di loro decideranno probabilmente di cambiare coltivazioni. Una primavera in ritardo, poi gelate e freddo in maggio, pioggia e grandine durante l'estate, hanno dato il colpo di grazia, provocando inondazioni e acque stagnanti, habitat perfetto per le muffe. Se nell'agricoltura convenzionale possono essere combattute con i fungicidi, nel biologico l'uso del rame non ha dato i risultati sperati.

In Ticino, però, alcuni produttori bio sono stati risparmiati. "Al Polo agricolo della fondazione Diamante a Gudo - spiegano - la prima cultura purtroppo non è andata bene, a causa di danni del gelo, invece la seconda sembra promettere bene. Per fortuna dalle campionature che abbiamo fatto sembrerebbe un raccolto, sulla coltura estiva, quantitativamente migliore rispetto a quella dello scorso anno. Come piccola azienda siamo stati fortunatii, siamo stati risparmiati dagli eventi meteorologici sfavorevoli. A poche centinaia di metri di distanza, però, altre aziende purtroppo hanno avuto danni ingenti".

Ai danni biologici si aggiunge la riduzione delle superfici coltivate a causa della pandemia, con le ripetute chiusure, infatti, i consumi sono calati e molti campi sono stati riconvertiti ad altre coltivazioni. Gli agricoltori si ritrovano quindi a combattere natura e decisioni politiche. "Siamo confrontati sempre più spesso con eventi climatici estremi. È una realtà e non possiamo nasconderci. I climatologi lo confermano. Bisognerà adattarsi e trovare soluzioni per mantenere una produzione indigena", spiega l'Unione Svizzera produttori di patate. Ora però si teme una carenza e si dovrà importare. L'ufficio federale dell'Agricoltura ha già previsto un contingente di importazione di 20'000 tonnellate e il quantitativo potrebbe ancora aumentare.

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