Sergio Ermotti (keystone)

"La finanza è cambiata radicalmente"

Sono passati 10 anni dal salvataggio di UBS, travolto dalla crisi finanziaria. Intervista al direttore Sergio Ermotti: "Oggi però niente regole aggiuntive"

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

"Siamo tuttora riconoscenti dell’intervento delle autorità, che ha permesso di salvare la banca, che stava attraversando un momento molto difficile". Sono passati 10 anni, ma il ricordo di quel periodo è ancora nitido nella mente del direttore generale di UBS, Sergio Ermotti. Era il 2008 e la crisi finanziaria mondiale travolse aziende e banche. Alcuni istituti di credito erano però considerati "too big to fail": troppo grandi all’interno delle rispettive economie per essere lasciate fallire. L’intervento pubblico era necessario.

UBS era fra queste: i problemi per il colosso elvetico iniziarono nel 2007, fine 2007 sull'onda della crisi dei titoli ipotecari ad alto rischio negli Stati Uniti. La società era sull’orlo del collasso e venne salvata dal tracollo grazie all’intervento della mano pubblica: Confederazione e Banca Nazionale Svizzera (BNS) intervennero con un pacchetto di aiuti di 60 miliardi di franchi.  

“Il sistema finanziario è stato responsabile di quanto successo – continua Ermotti –, poiché non ha saputo autogestirsi, in un contesto dove tuttavia ci sono stati anche altri responsabili, che hanno causato questa crisi. Questa non è una scusa, ma un dato di fatto: le autorità di sorveglianza, le banche centrali, la politica, le agenzie di rating, gli azionisti stessi, tutti hanno avuto la loro fetta di responsabilità nel generare la crisi.  Le banche, compresa UBS, tuttavia, non sono state capaci di autogestirsi e a distanziarsi da certe dinamiche, pagandone successivamente le conseguenze. 

UBS dieci anni dopo

UBS dieci anni dopo

La cronaca e uno sguardo al futuro con Sergio Ermotti

“Siamo in grado di assorbire le perdite”

Nonostante i 60 miliardi sborsati, alla fine Confederazione e BNS hanno successivamente recuperato il denaro, generando anche utili. Tutto finito dunque? Qual è oggi la situazione di UBS e a quali rischi deve confrontarsi? “Oggi abbiamo ridotto in maniera significativa la cifra di bilancio e abbiamo un’attività molto diversificata”, risponde Sergio Ermotti: “Siamo leader nella gestione patrimoniale e abbiamo oltre 80 miliardi di capacità finanziaria per assorbire le eventuali perdite”.

Tuttavia, anche se oggigiorno ci sono regole più severe la finanza è sempre quella: non ci sono alternative o non si ha avuto il coraggio di cambiare, chiediamo al direttore di UBS. “Il mondo della finanza, grazie alle nuove regole, è cambiato in maniera radicale: la capitalizzazione delle banche è stata aumentata fino a 7-8 volte; sono stati ridotti di molto i rischi. Il sistema finanziario è diventato molto più forte rispetto a dieci anni fa: oggi, una crisi come quella che abbiamo vissuto verrebbe affrontata da tutto il sistema in maniera più sicura e senza gli effetti collaterali provocati allora”.

“Altrove le regole stanno diminuendo”

“Le riserve di UBS si basano sulla necessità di dover far fronte a regole aggiuntive, questo nonostante sappiamo che il sistema finanziario oggi è molto più solido e che le piazze concorrenti stano snellendo la regolamentazione: non sto chiedendo meno regole, certamente, ma che non ne vengano aggiunte di nuove”.

“In Europa, e soprattutto in Svizzera, c’è chi crea un senso di paura attorno al sistema finanziario, alle grandi banche, e si continua a enfatizzare il "too big to fail", quando è chiaro che nel mondo, negli ultimi 10 anni, il tema centrale per le banche europee sta diventando "too small to survive": troppo piccole per sopravvivere”.

Modem/ludoC

UBS dieci anni dopo

UBS dieci anni dopo

La cronaca e uno sguardo al futuro con Sergio Ermotti

Condividi