Greta ha ricordato ai potenti del mondo riuniti a Davos che "la nostra casa è in fiamme" (Keystone)

La gioventù manifesta a Davos

La marcia per il clima ha vissuto l'ultima sua giornata martedì mentre Greta Thunberg non ha mancato di ricordare l'esigenza di reagire a fondo e in fretta

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La marcia per il clima è arrivata martedì al suo epilogo. Centinaia di dimostranti “climatici” hanno infatti compiuto l’ultima tappa della manifestazione a sostegno dell’ambiente, che li ha portati da Klosters fino ai confini del comune di Davos.

Per avvicinarsi alla città in quota più alta d’Europa i manifestanti hanno valicato il passo del Wolfgang e percorso svariati sentieri escursionistici. In taluni frangenti hanno però pure bloccato temporaneamente i tratti stradali, impedendo il passaggio alle vetture, come pure agli autobus in servizio regolare.

Greta ricorda che "la nostra casa è in fiamme"

E mentre i manifestanti per l’ambiente portavano a termine la loro impresa, nel cuore di Davos la 17enne Greta Thunberg ha nuovamente lanciato l’allarme dal Forum economico internazionale (WEF), ribadendo il concetto secondo il quale “la nostra casa è ancora in fiamme e la vostra inazione le alimenta”.

L’attivista svedese contro il cambiamento climatico, nel suo secondo intervento al WEF, si è poi chiesta “quale sarà il motivo che darete ai vostri figli per averli lasciati a fronteggiare il caos climatico che voi stessi avete provocato. Forse il target di 1,5 gradi?” Ha poi stigmatizzato che tale obiettivo “forse pareva così nocivo per l’economia da aver deciso di rinunciare a mettere al sicuro le condizioni di vita delle generazioni future senza neppure provarci”.

ATS/EnCa
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