Immagine d'archivio (Keystone)

"La protezione non è assoluta"

Intervista a David Gerke, presidente del Gruppo Lupo svizzera dopo l'abbattimento di un esemplare nei Grigioni - "Uccisione necessaria in questo caso"

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“L'abbattimento di questo lupo nei Grigioni mostra che le attuali regole e leggi bastano per poter intervenire quando è necessario. In questo caso l'animale non temeva più l'uomo, per quanto ci riguarda l'uccisione era necessaria e la procedura corretta”.

Sono parole di David Gerke, presidente del Gruppo Lupo svizzera. La RSI lo ha intervistato visto il silenzio di Pro natura e dello stesso Gruppo lupo dopo la decisione delle autorità retiche di eliminare un lupo in Surselva.

Questa reazione ci sorprende, gli abbiamo fatto notare. Di solito criticate le autorità perché troppo larghe di maniche quando si tratta di autorizzazioni di abbattimenti... e questa volta che nemmeno si è seguita la procedura regolare vi fidate...

“Abbiamo sempre detto che ci possono essere situazioni in cui si può abbattere un esemplare. È una specie protetta, ma la protezione non è assoluta. Perché di 100 lupi, 95 hanno un comportamento schivo, com'è abituale in natura. Ci sono però esemplari che si comportano in una maniera che non vogliamo tollerare. Questo a quanto pare è uno di questi casi. Bisogna dire che i Grigioni l'anno scorso hanno autorizzato abbattimenti solo in un caso, nel branco del Beverin. Non ci sembra un cantone scorretto”.

Il dubbio che sorge è che sfruttate questo episodio per dire: le leggi attuali bastano, non ci vogliono gli inasprimenti in discussione in Parlamento, e che allenterebbero i vincoli per poter uccidere un lupo.

“Non è vero che sfruttiamo questo episodio. È da anni che lo diciamo, lo dicevamo anche durante la campagna di votazione sulla legge sulla caccia: ci sono già varie modalità per regolare i lupi problematici, non è vero che non si può fare niente. Possiamo discutere di cambiamenti puntuali nella legge sulla caccia, ma non ci vuole un allentamento generale della protezione del lupo. Il margine di manovra è già sufficiente”.

Lei dice che siete disposti ad accettare cambiamenti puntuali, sulle attuali regole di protezione. Quali?

“Da anni, con altre associazioni ambientaliste, stiamo cercando un compromesso coi contadini e i cacciatori. Ora noi siamo pronti a cedere sulla regolazione dei branchi con abbattimenti preventivi. Attualmente sono possibili solo se il branco ha già causato grossi danni. Noi siamo disposti ad ammettere abbattimenti mirati anche se il danno è solo molto probabile. Con questa modifica, si potrà intervenire prima nelle regioni dove il lupo è già molto diffuso, come nei Grigioni, in Vallese, o nel Giura. Non accettiamo però che si impedisca l'allargamento territoriale dei lupi. Non vogliamo che venga respinto”.

SEIDISERA
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