L’iniziativa chiede la fine della libera circolazione delle persone con l’UE (keystone)

"La via bilaterale è in pericolo"

La Confederazione e i cantoni si oppongono all'iniziativa popolare dell'UDC "Per un'immigrazione moderata"

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L’accettazione dell’iniziativa popolare federale "Per un‘immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)" mette in pericolo la via bilaterale con l’Unione Europea e il benessere del paese. A dichiararlo martedì in conferenza stampa è la consigliera federale Karin Keller-Sutter, insieme al presidente della Conferenza dei governi cantonali, il consigliere di Stato sangallese Benedikt Würth.

L'iniziativa promossa dall’UDC impone alla Svizzera di disciplinare autonomamente l’immigrazione. Se il testo fosse accettato dal popolo il prossimo 17 maggio, le autorità avrebbero un anno per negoziare la fine dell'accordo di libera circolazione con Bruxelles.

Il rischio, secondo la Confederazione e i cantoni, è che l’UE possa mettere fine a tutti gli accordi bilaterali, in applicazione della clausola ghigliottina, e ridiscutere altri accordi come Schengen e Dublino. Ciò avrebbe conseguenze per la sicurezza e l'asilo, ma anche per il traffico transfrontaliero e la libertà di viaggiare.

“Ci sono degli accordi interessanti per la Svizzera nel primo pacchetto di bilaterali, come l’accordo di libero scambio, ma in tutti gli altri ambiti è l’Unione europea a guadagnarci tantissimo” ha replicato il vicepresidente dell’UDC Marco Chiesa, sostenendo che alcuni ostacoli burocratici possono essere tolti senza dover assumere la libera circolazione delle persone.

Il commento da Berna

Il commento da Berna

TG 20 di martedì 11.02.2020

 
ATS/YR
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