Orari di lavoro meno predeterminati (keystone)

Lavoratori svizzeri più "liberi"

Nella Confederazione ci sono meno orari di lavoro predeterminati e molti impiegati beneficiano di maggiore autonomia

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Rispetto al resto d'Europa, in Svizzera ci sono meno orari di lavoro predeterminati e più persone beneficiano di un alto grado di autonomia professionale. Questo quanto emerge dalla rilevazione sulle forze di lavoro condotta dall'Ufficio federale di statistica (UST) nel 2019 e 2020, che evidenzia inoltre un logico aumento dell'home office, chiaramente dovuto all'emergenza sanitaria.

Nel 2019, il 49,2% degli occupati in Svizzera lavorava a orari predeterminati, quota che nell'Unione europea saliva al 60,1%, indica un comunicato dell'UST. Il 36,8% poteva stabilire l'orario con qualche restrizione e il rimanente 14,0% in piena autonomia, mentre nell'UE tali percentuali erano del 21,3% nel primo caso e del 18,6% nel secondo. Nei Paesi nordici, in particolare in Finlandia (29,9%) e in Svezia (34,7%), gli orari predeterminati sono rari, precisa il comunicato. Al contrario, Ungheria, Lituania e Bulgaria presentano a questo proposito valori quasi dell'80%. Per quanto riguarda la registrazione delle ore lavorative da parte dei dipendenti, essa è più diffusa in Svizzera (73,9%) che nel resto del continente (58,1%). In Svizzera solo il 6,9% dei dipendenti registra la propria presenza, nella media europea questo tasso raggiunge invece il 19,6%.

L'UST rileva ancora che se il lavoro su chiamata (dati 2020) è rimasto sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti, il telelavoro, invece, ha vissuto, complice la pandemia, un vero boom. Se nel 2019 infatti gli occupati che hanno usufruito almeno occasionalmente della possibilità di lavorare da casa erano il 24,6%, l'anno dopo si è saliti al 34,1%. Nel secondo e nel quarto trimestre vi sono stati picchi al 39,7% e al 37,3%.

ATS/Swing

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