Ueli Maurer lascia il mandato dopo 14 anni
Ueli Maurer lascia il mandato dopo 14 anni (Keystone)

Maurer se ne va, al via il "toto ministri"

Per l'Alleanza di centro e il Partito liberale radicale è pacifico che il seggio vacante spetti all'UDC, mentre i Verdi pensano a una candidatura

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Ueli Maurer ha annunciato oggi, venerdì, le sue dimissioni dal Consiglio federale dopo 14 anni di servizio. Le reazioni non sono tardate ad arrivare e ci si chiede anche chi sarà a prendere il suo posto.

Un impegno ampiamente riconosciuto

Il suo partito, l'UDC, lo ha ringraziato in un comunicato odierno per il suo "instancabile" impegno, specialmente, per quel che concerne l'esercito e le finanze federali.

Ueli Maurer durante una festa di tiro militare
Ueli Maurer durante una festa di tiro militare (Keystone)

Capacità di controllo delle finanze federali che è stata lodata anche dai liberali-radicali in un loro comunicato, nel quale riconoscono inoltre - come anche l'Alleanza di centro - il diritto dell'UDC ad avere due seggi in Consiglio federale.

"Lo rimpiangerò"

"Sono rimasto sorpreso, devo ammetterlo, ma posso capire la decisione di Maurer, che da 14 anni fa parte del Consiglio federale", ha detto venerdì Guy Parmelin, affermando di essere stato informato delle dimissioni "un po' prima" dei colleghi. "Ha preso la sua decisione; è uno dei privilegi dei consiglieri federali scegliere quando partire", ha agigunto.

Maurer è una persona che ha "un'esperienza e un intuito fenomenali" ha continuato il consigliere federale vodese, facendo l'esempio della crisi del coronavirus e della rapidità con la quale è stato messo in piedi il sistema dei crediti Covid. "È stato merito suo", ha precisato.

Guy Parmlein e Ueli Maurer
Guy Parmlein e Ueli Maurer (Keystone)

"Personalmente lo rimpiangerò, così come tutto il Consiglio federale", ha concluso Parmelin, che si è espresso rispondendo a una domanda di un giornalista durante la conferenza stampa sull'istituzione di Stato maggiore ad hoc sull'energia.

I verdi pensano a una candidatura

Da parte loro i Verdi stanno valutando la possibilità di presentare una candidatura al Consiglio federale. "Serve un rinnovamento", ha affermato in tal senso il partito, il quale deciderà il prossimo 18 ottobre in una seduta straordinaria se lanciare un candidato o meno.

In un comunicato pubblicato nel tardo pomeriggio di venerdì, i Verdi - che non fanno parte della "formula magica" del Consiglio federale - riportano le parole della consigliera nazionale bernese Aline Trede, la quale non ritiene che "il governo sia stato in grado di affrontare le sfide più difficili, come ad esempio il cambiamento climatico e le relazioni con l'Unione Europa".

 

Dopo il fallito tentativo dei Verdi, che sono diventati la quarta forza politica del Paese, il presidente del partito Balthasar Glättli vorrebbe ora fare del suo partito la terza forza politica svizzera entro il 2023.

Chi lo sostituirà?

Appena annunciate le dimissioni, è già partito a Berna il toto-ministri per la ricerca di un successore ad Ueli Maurer, con ogni probabilità un democentrista svizzero-tedesco. L'unica cosa al momento sicura è la data dell'elezione: il 7 di dicembre.

Le sezioni cantonali dell'UDC avranno tempo fino al 21 ottobre per sottoporre i loro candidati alla commissione preposta alla selezione dei papabili candidati. Dopo le audizioni di rito, una lista di prescelti verrà inoltrata alla direzione del gruppo parlamentare: scadenza, 11 di novembre. Il verdetto verrà reso noto il 18 di novembre.

Forse una donna?

Fra le varie possibilità, vi è anche quella che il partito presenti almeno una candidatura femminile. Tra le donne che potrebbero aspirare ad occupare un seggio in governo figura Magdalena Martullo-Blocher, l'imprenditrice figlia dell'ex consigliere federale Christoph Blocher.

Magdalena Martullo-Bloche
Magdalena Martullo-Bloche (Keystone)

Un profilo ben definito che potrebbe dispiacere a molti, anche tenendo conto dell'esperienza nell'esecutivo del padre, non rieletto anche perché poco collegiale. La Martullo-Blocher, tuttavia, ha già dichiarato di non essere interessata alla carica.

Accanto a Martullo-Blocher, si fa il nome dell'ex consigliera nazionale zurighese, Natalie Rickli, ora in consiglio di Stato a capo della sanità. Il luogo di origine, Zurigo, rappresenta senz'altro un vantaggio, essendo questo il cantone "faro" del Paese, raramente escluso dalla stanza dei bottoni.

Natalie Rickli
Natalie Rickli (Keystone)

Fra le altre candidate si fanno inoltre i nomi delle consigliere nazionali Esther Friedli (SG) o della turgoviese Diana Gutjahr. Céline Amaudruz (GE) sembra fuori dai giochi, essendoci già un democentrista romando nell'esecutivo, ossia Guy Parmelin. La Svizzera italiana rimarrà alla finestra a causa della presenza di Ignazio Cassis (PLR) fra i sette "saggi".

Esther Friedli
Esther Friedli (Keystone)

La ricerca di un equilibrio

L'UDC potrebbe ad ogni modo scegliere di presentare una lista interamente maschile, poiché in Consiglio federale siedono già tre donne. Il presidente del gruppo parlamentare, Thomas Aeschi (ZG), figura tra i possibili candidati. Economista di formazione, 43 anni, nel 2015 era stato sconfitto da Guy Parmelin.

Thomas Aeschi
Thomas Aeschi (Keystone)

Tra i potenziali aspiranti si annoverano anche il consigliere nazionale Gregor Rutz di Zurigo, ex segretario generale del partito, come anche lo sciaffusano Thomas Hurter oppure l'ex presidente del partito, Toni Brunner, ritiratosi da qualche anno dalla politica federale. Sarebbe una sorpresa la candidatura del deputato zurighese Roger Köppel, giornalista ed editore della Weltwoche, che però difficilmente lascerebbe la sua "creatura" per le pastoie della Berna federale.

Gregor Rutz
Gregor Rutz (Keystone)

Gli altri partiti non dovrebbero presentare candidati benché i Verdi rivendichino da qualche anno un seggio in Governo vista la crescita di consensi degli ultimi 10 anni. Molto probabilmente, però, gli ecologisti dovranno attendere le elezioni dell'anno prossimo per poter presentare un o una aspirante, sperando di fare un buon risultato.

Thomas Hurter
Thomas Hurter (Keystone)

"Me ne resterò fuori"

Quanto allo stesso Maurer, nel corso della conferenza stampa ha affermato che non intende immischiarsi in queste faccende, ma non mancherà di dire la sua sulle questioni più importanti. In merito a una possibile candidata, lo zurighese ha sottolineato di aver sempre lavorato bene con le donne, avendone lui stesso nominate a posti di responsabilità, anche se la competenza viene al primo posto.

 

 

FaDa/ATS
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