Un soldato saluta il figlio neonato (Archivio Keystone)

Militari diversamente papà

I neo padri non potranno beneficiare del congedo paternità di 10 giorni se sono in servizio per la scuola reclute o i corsi di ripetizione

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I papà di tutta la Svizzera presto avranno il diritto di stare al fianco dei propri figli nei primi dieci giorni di vita. Ma ciò non sarà possibile per tutti. Il nuovo congedo paternità appena approvato dalle Camere federali non si applicherà infatti ai neo padri che al momento della nascita indossano la divisa grigioverde perché stanno svolgendo la scuola reclute o un corso di ripetizione.

Per l'esercito, rilevano l'Aargauer e la Luzerner Zeitung, a essere prioritario è l'adempimento dell'obbligo di prestare servizio, anche se la partner ha avuto un parto difficile. In caso di nascita ai militari di milizia vengono di norma concessi due giorni di permesso.

Diverso invece il discorso per i professionisti. Chi infatti è un dipendente dell'esercito svizzero avrà diritto a un permesso di 2 settimane, come tutti. Visto che si tratta di un congedo concesso dal datore di lavoro ai propri collaboratori, entro 6 mesi dalla nascita dei figli.

Per l'esercito, si spiega, non si tratta di discriminare chi diventa padre. Al contrario. Concedere un periodo di libero ad alcuni equivarrebbe ad un privilegio e, di conseguenza, ad una discriminazione nei confronti degli altri militari: gli altri 120'000 cittadini svizzeri costretti invece a dover adempiere alla scuola reclute o ai corsi di ripetizione per intero.

 
Diem/RG
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