L'appello:
L'appello: "Colpire l'Europa, Svizzera inclusa"

"Minacce, verifiche in corso"

Lo svela Norman Gobbi dopo il video-appello dell’IS ad altri jihadisti a colpire la Svizzera

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Bisogna continuare sulla strada imboccata con gli attacchi a Charlie Hebdo e colpire tutta l'Europa, Svizzera compresa: l'appello lanciato da tre combattenti dello Stato islamico (IS), in un video girato a Raqqa in Siria, non viene sottovalutato dalla Confederazione.

"Voglio dire a tutti i francesi che pensano che lo Stato islamico non arriverà in Europa, che se Allah lo permetterà, noi ci verremo. E ci saranno sempre più attacchi in tutto il Continente, in Francia, in Belgio, in Germania, in Svizzera, ovunque. Come anche in America", dice il primo combattente. Poi prosegue: "Se non riuscite a venire nelle terre del Califfato islamico, fate del vostro meglio: uccideteli, sgozzateli, bruciate le loro auto e le loro case. Il Califfato conquisterà l'Europa".

"Ogni possibile minaccia è da prendere sul serio. I servizi di informazione della Confederazione stanno verificando la veridicità e ll'attendibilità del filmato”, svela il direttore del Dipartimento Istituzioni Norman Gobbi.

"Guardando il video si capisce che è un jihadista, ma non è certo un leader. Lancia minacce a destra e a manca: fa una lista di paesi, che sembra però sparata a casaccio. Al tempo stesso dimostra che la Svizzera non è totalmente estranea al disegno di violenza del movimento jihadista globale", commenta l'esperto di terrorismo islamico Lorenzo Vidino.

Che la Svizzera non sia al riparo da attacchi terroristici l'hanno più volte ribadito anche i membri del nostro Governo ed i nostri servizi segreti. Ed era apparso chiaro dopo il recente arresto di tre iracheni, simpatizzanti dell'IS, sospettati di pianificare attacchi anche in Svizzera. Ma ancora sabato scorso il capo del Dipartimento della Difesa Ueli Maurer si era detto convinto che la Confederazione non è tra i principali obiettivi. Una convinzione che a questo punto quanto meno vacilla.

Joe Pieracci/RG

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