Il campo bruciato (keystone)

Moria, "un bilancio positivo"

Termina la missione del Corpo svizzero di aiuto umanitario sull'isola di Lesbo, dove tre settimane fa un incendio ha distrutto il campo profughi

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Il Corpo svizzero di aiuto umanitari concluderà domani, giovedì, la sua missione a Lesbo, dove tre settimane fa un incendio aveva distrutto l’affollatissimo campo profughi di Moria.

Jean-Luc Bernasconi, a capo del team che ha lavorato per una ventina di giorni nell’accampamento sorto per accogliere i profughi, stila un bilancio positivo: "Quando siamo arrivati la gente era ancora in strada", ha dichiarato alla collega Monica Fornasier, "senza un tetto e cibo, ora la maggioranza di loro si trova in un campo in cui vengono garantiti i bisogni primari,… direi quindi che è una missione compiuta".

 

Bernasconi sottolinea che nonostante alcune difficoltà tecniche, da ricondurre a un terreno difficile che assorbe poco l’acqua, il lavoro svolto anche con le autorità è stato impressionante. I migranti possono alloggiare in tende sicure e per l’inverno buona parte di loro saranno all'asciutto. Rimane il problema dell’acqua, che viene trasportata con camion cisterne, siccome non esiste ancora un sistema di approvvigionamento autonomo.

Il campo bruciato
Il campo bruciato (keystone)

Intanto, per alleggerire la pressione sull’isola, 700 migranti sono stati trasferiti ieri nei pressi di Atene. Il Governo ellenico ha eseguito così il primo di una serie di trasferimenti dal nuovo accampamento di Kara Tepe alla Grecia continentale. Nell'isola rimangono circa 10’000 profughi scampati all'incendio. Si tratta in prevalenza di famiglie con bambini e di persone considerate vulnerabili.

 
RG/AlesS
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