No ai giudici scelti dalla sorte

Il Consiglio degli Stati, come il Nazionale, si è detto contrario alla iniziativa per modificare il sistema di elezione dei togati federali

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I giudici federali non vanno eletti tramite sorteggio. Ne è convinto il Consiglio degli Stati, che giovedì, come già fatto tempo addietro dal Nazonale, ha bocciato senza opposizioni l'iniziativa popolare che vuole introdurre questa procedura. Niente da fare nemmeno per un controprogetto con cui si mirava a rendere tacita la rielezione ogni sei anni.

Attualmente, i togati federali appartengono generalmente a un partito politico e sono eletti dall'Assemblea federale riunita. Questa procedura non piace al comitato d'iniziativa, che l'ha definita indesiderabile dal punto di vista della separazione dei poteri e dell'indipendenza degli interessati.

L'iniziativa, la cui denominazione ufficiale è "Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)", propone dunque di affidare l'elezione alla  sorte. L'ammissione all'estrazione sarebbe stabilita esclusivamente sulla base di criteri oggettivi di idoneità professionale e personale a esercitare la funzione di giudice del Tribunale federale. Essa sarebbe decisa da una commissione peritale, i cui membri, indipendenti da autorità e organizzazioni politiche, sarebbero nominati dal Consiglio federale per un mandato non rinnovabile della durata di 12 anni.

 
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