Il dottor Enos Bernasconi (©Ti-Press/Francesca Agosta)

"Non è detto sia più pericolosa"

Le rassicurazioni di Enos Bernasconi, responsabile malattie infettive dell'EOC, sulla variante di coronavirus trovata nel Regno Unito

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La nuova variante del coronavirus trovata nel Regno Unito e che sta destando allarme in diversi Paesi, non è detto che sia più pericolosa di quella circolata fino ad ora, né tantomeno che possa essere resistente al vaccino. A spiegarlo ai microfoni della RSI è Enos Bernasconi, responsabile malattie infettive per l'Ente ospedaliero cantonale.

"Non c’è nessuna indicazione che questa variante possa essere più pericolosa. Non ci sono nemmeno elementi per pensare che possa essere resistente al vaccino che inizieremo a breve a utilizzare anche in Svizzera", osserva Bernasconi, ricordando che non è certo neppure che sia più contagiosa.

"Al momento possiamo solo dire che è apparsa una nuova variante, ma ricordiamoci che anche il virus che sta circolando da noi adesso non è lo stesso della primavera, - prosegue l'infettivologo - perché essendo un virus RNA è destinato a mutare in modo abbastanza importante nel tempo e forse queste mutazioni sono anche un segnale che si sta adattando meglio all’uomo, cosa che di regola è associata a una diminuzione della virulenza".

Bernasconi rassicura anche sull'efficacia del vaccino. "È chiaro che in futuro potrebbe apparire un ceppo su cui il vaccino è meno efficace, però non dobbiamo pensare in modo così negativo. Rispetto all’influenza, i meccanismi di mutazione del coronavirus sono differenti. Io penso che si possa ancora guardare con fiducia all’efficacia del vaccino. Anche se in ogni caso sarà necessario mantenere anche una sorveglianza virologica, quindi controllare i virus che circolano".

La posizione della Task Force

La Task force scientifica della Confederazione considera "molto problematica" la nuova variante del coronavirus. La mutazione non è stata ancora rilevata in Svizzera. Tuttavia, bisogna ritenere "che la variante sia già qui in quantità modeste". In Svizzera vengono sequenziati da 100 a 300 campioni alla settimana, ovvero solo una piccolissima parte dei casi. La problematicità risiederebbe nella maggiore contagiosità, che al momento rappresenta un'ipotesi al vaglio degli scienziati. Diversi Paesi, tra cui l'Italia, la Germania, la Francia, i Paesi Bassi e l'Irlanda, hanno interrotto i voli con il Regno Unito in via precauzionale. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) osserva la situazione, ma ha fatto sapere di non voler trarre conclusioni affrettate. Il Ministero della salute italiano ha reso noto nella serata di domenica che un caso è stato trovato a Roma e che il paziente è in isolamento.

RG/ATS/eb
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