Svizzera

Berna lancia la riforma dell’AI

Il Consiglio federale propone l’introduzione di una nuova prestazione per l’integrazione destinata ai giovani tra i 18 e i 24 anni - Previsto anche un aumento dei contributi salariali

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Negli ultimi anni il numero delle persone che percepiscono una rendita d'invalidità ha registrato un aumento

Negli ultimi anni il numero delle persone che percepiscono una rendita d'invalidità ha registrato un aumento

  • Immagine d'archivio Keystone
Di: ATS/Pa.St. 

Il Consiglio federale ha definito, mercoledì, le linee direttrici della riforma dell’assicurazione per l’invalidità (AI). In particolare, è prevista l’introduzione di una nuova prestazione per l’integrazione, come si legge in una nota. L’obiettivo è di promuovere la permanenza, l’inserimento o la reintegrazione degli assicurati nel mercato del lavoro. Tra le misure proposte figura anche un possibile aumento dei contributi salariali - 0,1-0,2 punti percentuali - per risanare questa assicurazione sociale.

La proposta viene avanzata in un contesto in cui sempre più persone beneficiano della rendita, in particolare nelle fasce d’età tra i 18 e i 24 anni e tra i 60 e i 64 anni. Un aumento da ricondurre anche all’incremento delle malattie psichiche gravi, spiega l’Esecutivo federale.

Una delle novità centrali della Riforma per l’integrazione - questo il nome ufficiale della riforma AI in questione - è proprio l’introduzione di una prestazione destinata ai giovani adulti (tra i 18 e i 24 anni) con un potenziale d’integrazione, il cui stato di salute non permette loro ancora di partecipare a misure d’inserimento professionale. L’obiettivo - prosegue la nota - è di evitare che questi giovani entrino precocemente nel sistema di rendita e di rafforzare la loro autonomia a lungo termine.

La sostenibilità finanziaria

Il Governo ha inoltre sottolineato la necessità di misure volte a consolidare la sostenibilità finanziaria dell’AI. Per evitare un eventuale ricorso a un finanziamento supplementare, il Consiglio federale ha quindi incaricato il Dipartimento federale dell’interno (DFI) di valutare interventi a breve termine - e, se tali misure non dovessero risultare efficienti, l’Esecutivo valuterà un aumento dei contributi salariali.

Entro la fine del 2026 il DFI sottoporrà al Consiglio federale un progetto preliminare della Riforma per l’integrazione da porre in consultazione.

Le reazioni

Partiti e associazioni valutano in modo variegato i piani di risanamento dell’assicurazione invalidità (AI) presentati mercoledì dal Consiglio federale. Una cosa è però certa per tutti: i giovani devono essere meglio sostenuti sul mercato del lavoro.

L’Unione svizzera degli imprenditori valuta come positivo il fatto che si incentivi l’inserimento, la permanenza e la reintegrazione sul mercato del lavoro, ha annunciato l’organizzazione all’agenzia Keystone-ATS. Bisognerebbe però evitare a tutti i costi l’aumento dei contributi.

Anche il PLR scuote la testa davanti agli aggravi. “Non è possibile voler aumentare immediatamente le entrate dell’AI quando viene constatato che sempre più giovani finiscono nell’AI”, ha detto il consigliere agli Stati Damian Müller (LU), citato in una nota del partito. Bisogna fare di tutto affinché le persone restino sul mercato del lavoro o che vi ritornino il prima possibile.

L’Unione sindacale svizzera (USS) valuta dal canto suo in maniera positiva il previsto miglioramento finanziario dell’AI. I debiti creati dalla classe politica non devono però ricadere sui lavoratori, si legge in una presa di posizione. È giusto integrare meglio i giovani, ma il pericolo è un aumento della burocrazia. Fondamentale, secondo l’associazione, è un rafforzamento e una applicazione adeguata della protezione della salute sul posto di lavoro.

Anche il PS accoglie positivamente gli sforzi per una stabilizzazione finanziaria. Il partito è anche soddisfatto di misure che portino a una migliore integrazione dei giovani. È però fondamentale - viene sottolineato - che ciò non comporti un aumento della pressione sugli assicurati.

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