Il popolo non voterà né sul modello di aereo né sul numero si velivoli, ma solo sul principio dell'acquisto (Reuters)

Nuovi caccia, parola al popolo

Sono più di 53'000 le firme raccolte a favore del referendum contro l'acquisto dei nuovi aerei da combattimento

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Il referendum contro l'acquisto di nuovi aerei da combattimento ha raccolto più di 53'000 firme in sei settimane. Sarà quindi il popolo ad esprimersi, verosimilmente il 27 settembre. Il termine per la raccolta delle adesioni scade il 9 aprile e i promotori intendono continuare fino a quella data, come ha annunciato il Gruppo per una Svizzera senza esercito.

Lo scorso dicembre il Parlamento ha approvato a larga maggioranza l'acquisizione di nuovi jet e ha autorizzato il Consiglio federale a spendere fino a 6 miliardi di franchi per questo acquisto. Per gli oppositori le cifre sono incomplete: se si aggiungono i costi di manutenzione, utilizzo e riparazione, si arriva ad un totale di 24 miliardi. Il comitato referendario è convinto che siano necessari aerei per sorvegliare i cieli, ma ritiene che basterebbero gli attuali F/A-18, aerei leggeri e una migliore difesa antiaerea.

Il popolo non voterà né sul modello di aereo né sul numero si velivoli, ma solo sul principio dell'acquisto. Attualmente le autorità stanno ancora valutando i vari tipi di jet che dovrebbero rimpiazzare gli attuali. Il rapporto di valutazione dovrebbe essere pronto entro la seconda metà del 2020 e la decisione del Consiglio federale è prevista per l'inizio del 2021. Il primo aereo dovrebbe essere consegnato a partire dal 2025. Nel 2030, una volta completata la nuova flotta, i vecchi F/A-18 e i rimanenti Tiger saranno ritirati.

ATS/AnP
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