I negoziatori dell'accordo hanno discusso dei meccanismi di sorveglianza delle condizioni di produzione dell'olio di palma (keystone)

Olio di palma, no grazie

Lanciato il referendum contro l’accordo di libero scambio con l’Indonesia. Al via la raccolta delle 50'000 firme necessarie

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“Diciamo no all’olio di palma”. È questo lo slogan con il quale, lunedì, è stato lanciato il referendum contro l’accordo di libero scambio con l’Indonesia, approvato dal Parlamento a dicembre. Il comitato, composto dal sindacato agricolo Uniterre, dal viticoltore indipendente Willy Cretigny e da associazioni che si battono in favore del clima e dei diritti umani, si oppone in particolare all’uso di pesticidi tossici al lavoro minorile nella coltivazione delle palme per l'olio.

I promotori denunciano pure la concorrenza sleale di questo prodotto con gli olii vegetali indigeni e i rischi legati alla protezione dell’ambiente e del Paese asiatico.

I meccanismi di sorveglianza delle condizioni di produzione del prodotto vegetale previsti dal Legislativo non sono stati giudicati convincenti.

Per la Svizzera, l’Indonesia rappresenta un partner commerciale potenzialmente importante: le esportazioni verso questo Paese ammontano a 488 milioni di franchi e le importazioni dei prodotti indonesiani a 356 milioni.

ATS/PSo
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