Oro, la risposta di Valcambi

Dopo le accuse di Swissaid, la società con sede a Balerna spiega il suo sistema di tracciamento

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La Valcambi ha introdotto un nuovo sistema di verifica della provenienza dell’oro che viene raffinato nei suoi stabilimenti. Si chiama Secured Data Storage (SDS) e utilizza la tecnologia blockchain, in grado di registrare documenti legati alla procedura di diligenza, rintracciando i movimenti del prezioso metallo.

L’introduzione di questo nuovo metodo per incentivare la trasparenza è stata annunciata alla fine di giugno ed è uno degli argomenti con cui oggi risponde alle critiche che nel frattempo sono state pubblicate nel rapporto di Swissaid sul commercio dell'oro.

Uno strumento informatico, l'SDS, che anche per l'ONG svizzera costituisce uno sviluppo positivo soprattutto per il commercio dell'oro riciclato: permette infatti di avere una visione più precisa di come viene rispettato il dovere di diligenza da parte dei fornitori.

Nel suo rapporto della settimana scorsa Swissaid puntava però il dito contro la scelta di Valcambi di rifornirsi presso gli Emirati Arabi Uniti, dove non c'è estrazione dell'oro e dove l'origine del metallo non viene - a suo parere - scrupolosamente controllata. Nella sua lunga risposta al rapporto di Swissaid, la società indiana con sede a Balerna, non si sofferma su questo punto, ma afferma che pubblicherà presto sul suo sito i suoi criteri di approvvigionamento, da quali paesi ha scelto di non importare oro e da quali lo importa rafforzando le verifiche.

RG/AlesS
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