Berna, Palazzo federale
Berna, Palazzo federale (keystone)

Pulizia fra i lobbisti

L’associazione di categoria ha escluso cinque membri in nome della trasparenza

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L'organizzazione dei lobbisti fa pulizia nei propri ranghi. In nome della trasparenza, la Società svizzera di public affairs (SSPA) ha escluso cinque membri che si rifiutavano di  dichiarare correttamente il loro mandato.

“La rappresentazione degli interessi deve essere fatta in maniera trasparente, solo così è possibile evitare la corruzione”,  afferma la SSPA in un comunicato odierno. L'obiettivo dichiarato è quello di creare un registro professionale per regolamentare l'accesso a Palazzo federale.

L'auto dichiarazione è obbligatoria per tutti i membri. Nelle ultime settimane, il comitato della SSPA ha effettuato verifiche e ha chiesto a venti membri un aggiornamento dei dati e comunicato ad altri cinque l'esclusione.

Il potere dei lobbisti sull'Amministrazione e sul Parlamento fa regolarmente discutere e la pressione per una maggiore trasparenza aumenta. Diverse iniziative parlamentari sul tema sono al momento  discusse.

Il caso Markwalder

Recentemente, una della polemiche più discusse è stata quella Christa Markwalder (PLR/BE), ora presidente del Consiglio nazionale . La deputata liberale-radicale aveva depositato un’interpellanza sulle relazioni tra Svizzera e Kazakistan, per chiedere al Consiglio federale di chiarire i rapporti fra i due paese. Non sarebbe però stata lei a redigere l’atto parlamentare, ma la lobbista Marie-Louise Baumann, su incarico del partito kazako Ak Schol, che si dice di opposizione, ma in realtà è vicino al regime.

ATS/ludoC

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