L'1% più ricco della popolazione, tra il 2003 e il 2015, ha visto crescere il suo patrimonio del 43% (Ti-Press / Gabriele Putzu)

Raddoppiati i patrimoni in 20 anni

BNS: Ogni svizzero dispone di 460'000 franchi, ma sono aumentate le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza

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I patrimoni degli svizzeri sono raddoppiati negli ultimi 20 anni. Il dato emerge dalle statistiche della Banca nazionale, che però fa anche notare come si siano accentuate le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza.

Ogni svizzero dispone di un patrimonio di 460'000 franchi. Questo quanto affermano le statistiche della BNS. L'incremento si spiega non tanto perché la popolazione ha migliorato la propria attitudine al risparmio, ma soprattutto perché il parco immobiliare del paese è aumentato di valore, passando dal 38% al 44% della sostanza.

Complessivamente gli abitanti della Confederazione dispongono di un patrimonio di 4'129 miliardi di franchi, ha calcolato la BNS, cosa che fa dello svizzero medio il più ricco del pianeta.

Come ogni cosa, anche questa statistica presenta un lato oscuro, con due caratteristiche ben precise. Una è strettamente legata al patrimonio immobiliare e afferma che se il valore degli immobili è cresciuto, lo stesso vale per l'indebitamento ipotecario. L'altra ricorda invece che la ricchezza non è propriamente distribuita equamente, ma che anzi questa disuguaglianza si è accentuata negli ultimi 20 anni. Secondo i calcoli dell'amministrazione federale delle contribuzioni, 1% più ricco della popolazione tra il 2003 e il 2015 ha visto crescere il suo patrimonio del 43%, mentre il 75% meno abbiente lo ha visto aumentare del 18,6. Più facile arricchirsi da ricco che da povero, verrebbe da dire.

Gli effetti della pandemia

La tendenza alla concentrazione del capitale è destinata a rafforzarsi sull'onda della crisi pandemica, sostiene Florian Scheuer, professore di economia all'università di Zurigo. "Sappiamo dagli studi effettuati finora che la pandemia non solo ha aumentato la disuguaglianza di reddito, ma anche la disparità nella distribuzione della ricchezza", afferma l'esperto. I super-ricchi hanno ad esempio visto i loro beni attraversare la crisi molto bene, grazie alla rapida ripresa dei mercati azionari. Ma anche i benestanti (ma non ultra-ricchi) hanno potuto risparmiare di più: le famiglie con redditi elevati sono state spesso in grado di spostare il loro lavoro a casa, economizzando sulle spese di consumo. Al contrario chi ha un reddito basso ha dovuto attingere ai risparmi o addirittura indebitarsi. Queste diversità, secondo Scheuer, probabilmente contribuiranno ad alimentare ulteriormente la crescente disuguaglianza in materia di ricchezza.

RG/J. Canonica
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