Praticamente scomparso in Svizzera all’inizio del XIX secolo a causa della caccia intensiva, il castoro è stato al centro di una strategia che dagli anni ‘50 l’ha reintrodotto con successo nell’ambiente. Oggi, sebbene la specie sia ancora protetta e considerata in pericolo, in Svizzera vivono quasi 5’000 esemplari (situazione al 2022).
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La sua presenza è fondamentale per la biodiversità e per l’equilibrio degli ecosistemi, come confermato da un nuovo studio, promosso dall’Ufficio federale dell’ambiente e realizzato da Cécile Auberson e Christof Angst di Info Fauna, il Centro nazionale di dati e informazioni sulla fauna svizzera.
La ricerca fornisce un’interessante sintesi delle conoscenze su questo animale in Svizzera e esplora il ruolo del castoro come partner fondamentale nella creazione e nel mantenimento di foreste umide, evidenziando la sua importanza per la biodiversità e i servizi ecosistemici (cioè tutte quelle prestazioni di grande utilità ecologica, economica e sociale fornite dagli ecosistemi).

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Radiogiornale 17.03.2026, 07:00
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Non a caso definito “ingegnere ecosistemico”, il castoro crea habitat unici. Le sue attività, come la costruzione di dighe, la creazione di radure, di canali e di stagni, portano alla formazione di mosaici di habitat diversificati e altamente dinamici. Ambienti che portano beneficio a numerose specie animali e vegetali.
«Sapevamo dell’impatto positivo, ma non ci aspettavamo che fosse così forte» – afferma Cécile Auberson, coautrice dello studio, intervistata dai colleghi del Radiogiornale – «ci ha stupiti inoltre che il castoro abbia un effetto anche nei corsi d’acqua canalizzati, vicino alle attività umane. Può far tornare delle specie sparite. Con le loro dighe, inoltre, trattengono l’acqua che quindi ha tempo di infiltrarsi e ricaricare la falda freatica». Nei sedici territori considerati nello studio, il numero di specie animali e vegetali è aumentato di 2,6 volte e il numero di individui di 5,9.
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Non tutti però vedono il castoro di buon occhio perché entra a volte in conflitto con l’agricoltura: può causare danni ai campi di mais, alle barbabietole e con le sue dighe può favorire le inondazioni dei terreni agricoli. Lo studio mette in evidenza anche che «con l’aumento dei castori aumentano i conflitti» – prosegue Cécile Auberson – «ma serve una soluzione condivisa e mantenere le superfici inondate per tutti i benefici descritti in precedenza».

Quella diga a lungo attesa
Alphaville 26.03.2025, 11:45
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Grazie a questo rapporto, i ricercatori sperano di fornire alle autorità cantonali e federali «argomenti solidi per promuovere l’accettazione di questi roditori e integrarli al meglio nelle politiche pubbliche» e di integrare il castoro nei progetti di pianificazione e di rivitalizzazione delle acque, continuando a considerarlo un valido strumento di promozione della biodiversità.












