Razzismo, polizia accusata di profiling

TG 20 di giovedì 27.01.2022

Razzismo in Svizzera sotto la lente

Alcune esperte di diritti umani denunciano: “Discriminazioni sistemiche contro chi è nero, anche dalla polizia”, ma gli agenti respingono le accuse

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Un gruppo di esperte dell’ONU ha denunciato l’esistenza in Svizzera di casi di razzismo nei confronti di persone di discendenza africana. Lo ha fatto dopo dieci giorni di incontro con autorità, organizzazioni contro la discriminazione e vittime.

Nel mirino delle esperte – che non parlano tuttavia a nome delle Nazioni Unite – è finita anche la polizia, accusata di profilazione razziale, ovvero di sospettare soprattutto di giovani uomini solo perché di neri.

“La polizia utilizza il racial profiling soprattutto nei confronti di giovani uomini di origine africana che vengono umiliati e criminalizzati. E nella lotta al traffico di droga gli agenti hanno preso di mira soprattutto gli uomini neri, in particolare i giovani”, spiega Dominique Day, esperta di diritti umani all’ONU e presidente del gruppo di lavoro sulle persone di discendenza africana.

Accuse respinte dal segretario generale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia, che spiega come gli agenti agiscano sulla base di informazioni ricevute (ad esempio) da altri Cantoni o Paesi.

Max Hofmann afferma: “Facciamo un esempio. Se una determinata etnia è attiva nel commercio della cocaina, per esempio, mi si deve dire perché la polizia, dopo che ha controllato dieci persone di questa etnia, deve andare a controllarne dieci di un'altra etnia solo per essere politicamente corretta. Non ha senso”.

E, aggiunge Hofmann, il racial profiling è sì un termine noto, ma non una realtà in Svizzera, dove si applica il cosiddetto behaviour profiling: “Si basa sul comportamento della persona. Quando l'agente di polizia di quartiere vede una persona che non ha mai visto, che si trova a un angolo di una gioielleria e lo vede con fare sospetto, è il suo comportamento che determina l'intervento dell'agente”.

Ma c'è un altro punto controverso: l'impunità di cui godrebbe la polizia “Ogni volta le vittime hanno dovuto affrontare numerosi ostacoli che continuano a persistere – continua Dominique Day –. Le famiglie hanno dovuto pagare esperti e consulenti per intentare una causa e chiedere un indennizzo di fronte a una polizia che continuava a invocare la legittima difesa".

Ma, dice Hofmann, i casi accaduti in passato sono stati sanzionati, segno che il sistema funziona. Su un punto le opinioni convergono: la delicatezza del tema e le situazioni non facili da gestire e da affrontare. 

“Razzismo sistemico in Svizzera”

"La ricchezza moderna della Svizzera è direttamente legata all'eredità della schiavitù", secondo queste esperte dell’ONU che hanno denunciato il "razzismo sistemico" in Svizzera e la profilazione razziale operata dalla polizia. Durante una visita di dieci giorni, le esperte hanno incontrato anche i famigliari dell'uomo ucciso l'anno scorso dalla polizia alla stazione di Morges (VD) e hanno seguito diverse situazioni simili. Hanno incontrato persone di discendenza africana, ma anche rappresentanti delle autorità federali e cantonali, delle forze dell'ordine, delle istituzioni nazionali, delle ONG attive contro il razzismo e la discriminazione razziale. Il gruppo di lavoro riferirà al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a settembre.

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