A quasi otto settimane dal tragico rogo di Crans-Montana, 21 persone ustionate sono ancora ricoverate in ospedali svizzeri e altre 28 all’estero, compresi 11 cittadini svizzeri. Nove persone si trovano in cliniche di riabilitazione elvetiche. Questo il bilancio aggiornato al 23 febbraio, fornito a Keystone-ATS dalla Rete nazionale di medicina delle catastrofi KATAMED in relazione al dramma del 1° gennaio scorso nel bar “Le Constellation”.
Dei 21 feriti ancora ricoverati in Svizzera, 12 (sia minorenni che maggiorenni) si trovano al CHUV di Losanna e uno all’ospedale di Morges nel canton Vaud. Altri otto ustionati sono ricoverati a Zurigo, due dei quali in terapia intensiva presso l’ospedale pediatrico.
Nove persone sono state trasferite in centri di riabilitazione della Suva. Otto si trovano nella clinica di riabilitazione romanda a Sion e una nella struttura di Bellikon nel canton Argovia.
Undici svizzeri ancora ricoverati all’estero
Ventotto pazienti sono ancora ricoverati all’estero, 11 in meno rispetto a due settimane fa. Di questi, undici sono svizzeri e cinque sono pazienti stranieri residenti in Svizzera. Quattordici ustionati sono ancora in cura in Francia, quattro in Germania, otto in Italia e due in Belgio, secondo i dati di KATAMED.
Gli inquirenti italiani invitati a riunione a Sion
La procuratrice generale del cantone del Vallese Beatrice Pilloud ha invitato ufficialmente i magistrati della Procura di Roma a recarsi a Sion, nell’ambito del dramma di Crans-Montana, informandoli della sua disponibilità a riceverli in Vallese. L’informazione è stata confermata oggi pomeriggio a Keystone-ATS.
La delegazione italiana avrà a disposizione tutti gli atti finora raccolti che i magistrati potranno selezionare. I procuratori romani torneranno quindi in Svizzera “in una data ancora da convenire”, secondo il ministero pubblico vallesano, contattato dalla stesa Keystone-ATS.
Giovedì scorso, presso l’Ufficio federale di giustizia a Berna, Beatrice Pilloud ha incontrato il procuratore capo della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi, al fine di “rafforzare il coordinamento” tra la Svizzera e l’Italia nell’ambito dell’indagine sull’incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel bar “Le Constellation” di Crans-Montana.
Come avviene dal 1° gennaio, il ministero pubblico del cantone del Vallese mantiene la direzione del procedimento sul territorio svizzero, ovvero decide, tra l’altro, quali prove raccogliere e se gli investigatori italiani vi partecipano. La Procura di Roma ha la stessa responsabilità sul territorio italiano.
Al momento, la Procura di Roma ha formulato diversi capi d’imputazione, ovvero: disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.

Crans: Svizzera e Italia collaboreranno senza squadra in comune
Telegiornale 19.02.2026, 20:00







