Martin Nydegger, direttore di Svizzera Turismo (keystone)

Sarà un inverno nero

Svizzera Turismo lancia la campagna per la stagione - Prenotazioni giù del 19%a Natale e del 28% nelle vacanze in febbraio

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Si annuncia una stagione invernale difficile per alberghi e impianti di risalita nelle regioni di montagna elvetiche. Nonostante i piani di protezione, le prenotazioni per il periodo natalizio sono del 19% inferiori a quelle del 2019, stando a un sondaggio realizzato a fine ottobre presso gli operatori del ramo da Svizzera Turismo, che ha avviato la sua campagna pubblicitaria. Per le cosiddette "Sportferien", cioè le settimane bianche di febbraio, la contrazione è addirittura del 28%, si legge in un comunicato di oggi, lunedì.

Mancheranno completamente i turisti provenienti da nazioni oltre Oceano, mentre per quanto riguarda gli ospiti europei è pronosticato nel complesso un calo del 51%. La progressione degli svizzeri, che dovrebbe essere pari al 9%, non basterà per compensare la tendenza generale.

Notiziario 17.00 del 23.11.2020 La voce di Lorenzo Pianezzi
Notiziario 17.00 del 23.11.2020 La voce di Lorenzo Pianezzi
 

Per l'insieme della stagione, la flessione potrebbe essere del 30%, "un dato che possiamo riportare anche per il Ticino, sono solo riferito ai pernottamenti ma anche alla cifra d'affari", secondo il presidente regionale di Hotelleriesuisse, Lorenzo Pianezzi. In novembre potrebbe andare anche peggio, "perché oltre a chi viaggia per piacere, manca nelle città anche la clientela legata al business e al congressuale".

La fase di promozione lanciata da Svizzera Turismo a Zurigo mostra 100 attività che possono essere fatte nelle varie regioni linguistiche del paese. Un approccio soprattutto digitale che vuole spingere gli abitanti dei 26 cantoni a viaggiare in patria. L'invito patrocinato da due consiglieri federali, il responsabile dell'economia Guy Parmelin e la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, che esorta la popolazione a "fare di questo inverno un buon inverno", riducendo ora i contatti (e quindi i contagi) affinché il maggior numero possibile di attività sia praticabile durante la stagione fredda.

"Mucche da mungere sugli sci"

Sulla stampa, e le riviste per i consumatori in particolare, c'è però anche chi si chiede se valga la pena spendere milioni di franchi per convincere gli svizzeri a fare vacanze in patria, cosa che farebbero comunque, vista la situazione sanitaria. Sono inoltre finite sotto accusa le tariffe sempre più elevate degli impianti di risalita. Uno dei periodici più diffusi del paese, il bimensile K-Tipp, non ha esitato a descrivere gli sciatori come "mucche da mungere su sci" in relazione ai prezzi cosiddetti dinamici, giudicati poco trasparenti. Saldo ha invece criticato le disposizioni inserite da molti gestori nelle clausole dei contratti: il rischio di chiusura viene infatti ribaltato quasi interamente sulle spalle dei turisti.

 
pon
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