Foto d'archivio (keystone)

Stop benzina e diesel? La Svizzera non firma

Dichiarazione (non vincolante) a margine della COP26 di Glasgow sottoscritta, tra gli altri, da Austria, Danimarca e Svezia, ma non dalla Confederazione

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Avranno vita breve i motori a benzina e diesel. Almeno secondo una dichiarazione non vincolante sottoscritta da numerosi Paesi, importatori d'auto e investitori, a margine della COP26 di Glasgow. Obiettivo a livello mondiale: i veicoli nuovi non dovranno più emettere gas di scarico dannosi per il clima, al più tardi a partire dal 2040, e nei mercati principali addirittura dal 2035. In calce al documento manca però una firma: quella della Svizzera.

Si è trattato beninteso più di un'azione simbolica, ma la dichiarazione sottoscritta da una lunga serie di Stati, pur non essendo giuridicamente vincolante, colpisce per un fatto, anzi,  per un non fatto: l'assenza della firma elvetica. Niente croce bianca in campo rosso quindi a fianco di Austria, Danimarca o Svezia, che hanno stabilito che al più tardi dal 2035 i nuovi veicoli non dovranno più emettere gas di scarico nocivi per l'ambiente.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga, che in Scozia rappresenta la Svizzera, ai microfoni di SRF ha spiegato che: "Non dobbiamo sottoscrivere ogni iniziativa. Ciò che dobbiamo fare ora è soprattutto investire nell'infrastruttura". L'idea è che in Svizzera la popolazione passerà a nuovi sistemi di propria iniziativa, anche grazie a una buona infrastruttura per le auto elettriche."Ciò che intendo dire è che dobbiamo investire nell'infrastruttura delle stazioni di ricarica. Nel migliore dei casi queste stazioni vengono alimentate con l'energia prodotta dal fotovoltaico. In quest'ottica siamo veramente a buon punto".

E i dati sembrano dare ragione alla ministra dell'energia: in Svizzera in ottobre un veicolo nuovo su cinque era elettrico o ibrido plug-in. Un'evoluzione che, secondo gli importatori d'auto, rende superflua l'introduzione di una data di scadenza. A essere decisivo sarà piuttosto il mercato, spiega il direttore Andreas Burgener: "Alla fine serve un cliente. E ognuno ha diversi campi d'applicazione, penso anche a veicoli commerciali leggeri o pesanti, lunghi tragitti. Avremo una diversità dei modelli di propulsione ancora per qualche anno".

Va però detto che alcuni membri dell'associazione, come Ford o Mercedes, hanno sottoscritto la dichiarazione. Un fossato che sicuramente non rende le cose più semplici.

RG/Anna Riva
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