(Le autorità temono l'introduzione di organismi che possano danneggiare le colture svizzere)

Stretta sulle piante importate

Dal 1° gennaio, chi porta in Svizzera vegetali provenienti dai paesi extra-europei dovrà procurarsi un "passaporto" fitosanitario

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Chi di ritorno da un viaggio importa piantine, sementi, o vegetali in genere provenienti da paesi extra-europei, con il nuovo anno dovrà fare attenzione. In Svizzera, infatti, una nuova normativa prevede dal 1° gennaio l'obbligo di documenti fitosanitari ufficiali: una forma di passaporto che garantisca origine e sicurezza dei prodotti. In mancanza del documento, il prodotto sarà distrutto.

"Ci sono stati molti problemi legati alla diffusione di malattie e di organismi infestanti portati in Svizzera con le merci o le persone, - spiega alla RSI Louis Sutter del Servizio fitosanitario federale - e queste nuove regole servono a proteggere le piante e le colture elvetiche". Un esempio è la cimice asiatica, che ha causato numerosi danni alle produzioni locali, Ticino compreso.

I rischi che con frutta, verdure, semi o piante si importino parassiti o malattie sono alti: le autorità stimano che siano quasi 60 le tonnellate di vegetali di questo tipo introdotte ogni anno dai turisti in Svizzera. Le nuove regole ricalcano quelle adottate nell'Unione Europea.

Un passaporto per le piante

Un passaporto per le piante

Il Quotidiano di giovedì 02.01.2020

 
RG/eb
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