Nicola Forster (Keystone)

"Superare i litigi su certificato e vaccino"

Appello del presidente della Società svizzera di utilità pubblica Nicola Forster per tornare a un clima più disteso dopo la votazione sulla legge Covid-19

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Il presidente della Società svizzera di utilità pubblica (SSUP) Nicola Forster analizza il momento che sta attraversando il Paese, tra pandemia e vivaci dibattiti. Quasi uno svizzero su tre ha rotto contatti personali a causa di un confronto troppo aggressivo con chi la pensa diversamente. Un dato allarmante e da superare.

Ora che si è votato, torna la quiete?

"Lo spero proprio. È importante per la nostra democrazia diretta che si rispettino i risultati delle votazioni. È brutto perdere, lo so, ma si può già guardare alla prossima battaglia politica. Fa parte della democrazia".

Però per molti questa era una votazione diversa, che andava aldilà del tema in votazione, ma riguardava la gestione della pandemia nel suo insieme.

"Sì, e questo ha complicato il dibattito. In molti hanno visto nella votazione il modo per lanciare un segnale di protesta... ma non mi sembra grave. È giusto che nell'urna si possano sfogare anche le proprie frustrazioni".

La Società svizzera di utilità pubblica ha lanciato un appello con lo slogan "Cara Svizzera", per favorire un clima più rispettoso e meno aggressivo. Che riscontro avete avuto finora?

"Molto forte, ci ha sorpreso. Circa 30mila persone hanno firmato il nostro appello... tra l'altro anche l'allenatore della nazionale di calcio Murat Yakin. Evidentemente c'è il bisogno di discutere senza aggressioni, e in molti han voluto lanciare un segnale a favore di un dialogo costruttivo in Svizzera".

Voi parlate di famiglie e amicizie rovinate, a causa delle discussioni sul vaccino, sul certificato. Come fare a raccogliere i cocci?

"I sondaggi dimostrano che la gente percepisce un aumento dell'aggressività. Il 71% degli interpellati hanno vissuto in prima persona situazioni conflittuali legate alla pandemia, addirittura il 31% ha rotto relazioni personali (con amici o parenti). Ora è giunto il momento di fare un passo verso l'altro... è difficile, lo so, ma è nell'interesse di tutta la comunità".

La società che lei presiede è stata fondata nel 1810… ne ha viste di crisi! Le chiedo quindi: teme effetti duraturi sulla società dopo questa pandemia?

"Crisi di una certa ampiezza hanno sempre effetti duraturi. E questa è la più grave crisi dalla Seconda guerra mondiale. È normale che le discussioni diventino più dure, l'importante però è che poi le acque si calmino. Qui conta anche la politica, sia il fronte dei vincitori che dei perdenti".

Alan Crameri

La Società svizzera di utilità pubblica

La Società svizzera d’utilità pubblica (SSUP) è stata fondata nel 1810 come associazione su impulso del medico di Zurigo Hans Caspar Hirzel. Si impegna a favore della coesione sociale, dell'insegnamento e della promozione del volontariato nel paese, sostenendo persone e organizzazioni. Nel 1859 ha comprato il Grütli per evitare che vi sorgesse un albergo e nel 1860 ha donato il praticello alla Confederazione. Da allora lo amministra organizzandovi ogni anno la Festa federale il 1° agosto. Nel corso della sua storia la SSUP ha istituito o contribuito a creare diverse organizzazioni private di welfare: il Fondo per l’assistenza in caso di disastri naturali non assicurabili, le cucine popolari per le quali venne ideata la Maggi-Würfel, la Pro Juventute, la Pro Senectute, la Società svizzera delle donne, la Fondazione per la promozione di camere e case comunitarie, l’Aiuto svizzero alla montagna, l’Ufficio centrale di informazione per le imprese di benessere (Zewo), la Pro Mente Sana, ma pure la Società svizzera per la mutua assicurazione dei beni mobili attualmente nota come assicurazione Mobiliare.

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