La ristrutturazione del bar Le Constellation a Crans-Montana non passò inosservata: i gerenti, Jacques e Jessica Moretti, condividevano regolarmente sui social l’avanzamento dei lavori. Nonostante ciò, gli interventi non suscitarono alcuna reazione da parte delle autorità.
L’unico elemento sottoposto a una procedura formale è stata l’installazione della veranda, per la quale è stata presentata una domanda di licenza edilizia. Come previsto, diversi servizi sono stati consultati e, in un documento del 26 settembre 2015, i servizi comunali e cantonali del fuoco formulano soltanto due richieste: la porta esistente sul lato ovest deve essere considerata un’uscita di emergenza e la capienza massima del ristorante, veranda compresa, viene limitata a 100 persone.
L’inaugurazione ha luogo nel dicembre 2015 e, nel febbraio 2016, viene rilasciata “per forma” l’autorizzazione di esercizio, che attesta la conformità dell’attività. Nessun riferimento, tuttavia, ai pannelli fonoassorbenti che in seguito saranno all’origine dell’incendio, un materiale che non sarà menzionato nemmeno nelle verifiche di routine successive.
I primi controlli solo nel 2018
I controlli arriveranno solo nel gennaio 2018 e nel maggio 2019 (nel 2016 era stata controllata solo la veranda), rivelando numerose irregolarità: personale non formato, assenza di test di evacuazione, segnaletica degli estintori da correggere entro tre mesi e, soprattutto, il mancato rispetto del limite massimo di persone, considerato un problema urgente.
Durante il controllo del maggio 2019, tutte queste richieste sono state ribadite dal responsabile della sicurezza, poiché il gestore non aveva soddisfatto le aspettative dell’amministrazione comunale. Nel 2019 è stato nuovamente concesso un termine di tre mesi per adeguarsi. Da allora però, il Constellation non è più stato controllato.
Tra i difetti della ristrutturazione, uno solo viene classificato come pericoloso: le scale. Pur avendo una larghezza conforme, avrebbero richiesto la sostituzione delle pareti in legno, materiale infiammabile. L’intervento, però, non è mai stato realizzato, così come le altre correzioni richieste.
La documentazione sottolinea la responsabilità del proprietario, all’epoca Julien Beytrison, che non ha risposto alle domande della RTS. In una recente intervista ha però dichiarato che “nel contratto d’affitto era indicato che prendevo in locazione un locale vuoto, quindi con i muri spogli”. Sia nel 2016, nel 2018 che nel 2019, Jacques Moretti non era infatti proprietario del locale, ma solo gestore dello stabilimento.
In ogni caso, stabilire con precisione chi abbia quale responsabilità - e soprattutto chi non ha adempiuto ai propri obblighi - si preannuncia estremamente complesso.







