Gli inquirenti stanno tentando di fare chiarezza su una serie di affari che appaiono poco candidi (Keystone)

Tangenti Airbus, pista svizzera

Intermediari elvetici coinvolti nell’inchiesta sui casi di sospetta corruzione da parte del costruttore d’aeromobili europeo

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La struttura parallela sospettata di aver versato tangenti per conto di Airbus, almeno in parte, si basava su intermediari svizzeri: avvocati di uno studio ginevrino, una fiduciaria zurighese e dei conti elvetici avrebbero contribuito a far ottenere contratti di peso al costruttore di aereomobili europeo. A rivelarlo sono i colleghi di RTS e i giornalisti di Tamedia in un'inchiesta internazionale condotta con il consorzio European Investigative Collaborations che ha potuto analizzare e-mail, contratti ed estratti bancari ottenuti da Der Spiegel e Mediapart.

Il consorzio europeo con sede principale a Blagnac (ne fanno parte imprese francesi, tedesche, spagnole e britanniche, ma a taluni progetti partecipano anche società belghe e olandesi) è alle prese con indagini su sospetti casi di corruzione avviate nell’ultimo triennio in: Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti.

Perquisizioni sono state condotte anche a Ginevra, nell'ufficio di un ex responsabile del marketing di Airbus in merito a una sospetta vendita di elicotteri in Kazakistan. È una delle transazioni al centro dell’attenzione degli inquirenti che hanno chiesto la collaborazione delle autorità svizzere. Tra gli altri affari al centro di verifiche per presunte commissioni occulte figurano anche la vendita di satelliti (sempre al Kazakistan), aerei di linea (a Egitto e Libia) e altre forniture (a Mali e Arabia Saudita).

 
Diem/Not
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