Contro la normativa si sono schierati due comitati referendari
Contro la normativa si sono schierati due comitati referendari (keystone)

Terrorismo e nuove misure di polizia

La nuova legge in materia passa all'esame degli elettori in occasione delle prossime votazioni federali

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La legge federale sulle misure di polizia nella lotta al terrorismo (MPT) prende le mosse dalla recrudescenza del fenomeno in Europa dopo gli attentati che sconvolsero Parigi nel 2015. Sono quindi numerosi gli Stati che hanno proceduto ad un inasprimento delle loro disposizioni per la lotta al terrorismo. In Svizzera tuttavia, le forze dell'ordine dispongono ancora di margini d'azione limitati per procedere preventivamente contro tale minaccia. La nuova legge si prefigge quindi di ovviare a questa lacuna, attraverso l'introduzione di una serie di nuovi strumenti.

Le nuove misure previste dalla legge

Interventi più tempestivi, in base alla normativa, possono essere intrapresi dalla polizia in presenza di concreti indizi sulla minaccia eversiva rappresentata da una persona. Su istanza di un cantone, del Servizio per le attività informative della Confederazione (SIC) o anche di un comune, questa persona potrà quindi essere obbligata a partecipare con regolarità a colloqui finalizzati a valutare il pericolo che potrebbe costituire, nonché la possibilità di indurla a cambiare il suo comportamento. Misure più restrittive sono quindi previste nell'eventualità di una minaccia immediata: fra queste, il distanziamento da persone o ambienti favorevoli al terrorismo o attivi nel propagandarlo, il divieto di lasciare e di accedere a determinate aree e, nei casi estremi, la misura degli arresti domiciliari, dopo l'approvazione da parte del giudice dei provvedimenti coercitivi del canton Berna.

Legge sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo: il video esplicativo diffuso dalla Cancelleria federale

 

Le nuove misure sono calibrate sui singoli casi, hanno una durata limitata e possono essere disposte quando altre, meno severe, non sono state rispettate o si sono rivelate inutili. La loro legalità può inoltre essere sempre oggetto di ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF).

Gli argomenti dei contrari

Due comitati hanno promosso il referendum contro la legge, ravvisando in essa violazioni dello stato di diritto, di convenzioni internazionali e rischi di derive nel segno dell'arbitrarietà. La definizione di terrorismo viene in particolare giudicata troppo vaga: ai sensi della nuova legge, sostengono i contrari, forme di attivismo politico sgradite al Governo potrebbero così essere assimilate a terrorismo.

La nuova legge potrebbe così esporre a sospetti e coercizioni cittadini irreprensibili. Inoltre, sottolinea uno dei due comitati, il principio della separazione dei poteri risulterebbe leso dal fatto che tutti i provvedimenti in questione, fatta eccezione per la misura degli arresti domiciliari, verrebbero disposti ed eseguiti dalle autorità di polizia.

La posizione di Governo e Parlamento

Il Consiglio federale e le Camere, sottolineando che su ogni misura è assicurata la tutela giurisdizionale, sostengono invece la compatibilità delle nuove norme con i diritti fondamentali, i principi dello stato di diritto e le convenzioni internazionali sui diritti umani.

Anche in Svizzera, si sottolinea, vi sono persone che possono rappresentare una minaccia terroristica. Da questa insidia la popolazione va quindi protetta più efficacemente. La normativa prevede quindi strumenti che mettono nella condizione di combattere il terrorismo prima che vengano sferrati attacchi. La legge va così a integrare la strategia - imperniata sui criteri di repressione, prevenzione e reintegrazione nella società - che la Confederazione ha adottato da alcuni anni per la lotta contro il terrorismo.

ARi

13 giugno, verso 5 sì

13 giugno, verso 5 sì

TG di venerdì 07.05.2021

Condividi