(keystone)

Turchia, c'è chi chiede sanzioni

Diversi esponenti politici svizzeri hanno avanzato la proposta - Attenzione per possibili manifestazioni violente

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L’offensiva turca in Siria ha suscitato una serie di considerazioni nel mondo politico svizzero. Consiglieri nazionali di partiti diversi ritengono che siano necessarie sanzioni nei confronti di Ankara. Alcuni, spingendosi oltre, vorrebbero una sospensione dell’accordo di libero scambio firmato tra i due paesi nel corso dell’estate.

Allo stesso tempo, come si può sempre leggere sulla NZZ am Sonntag, il Servizio delle attività informative della Confederazione ha messo in guardia sulle possibili manifestazioni violente che il conflitto in corso potrebbe scatenare: in particolare nei confronti di istituzioni turche nella Confederazione o di imprese che secondo schieramenti di estrema sinistra "potrebbero approfittare di questa guerra". Venerdì l’ambasciatore turco a Berna Ilhan Saygili è stato convocato dal Dipartimento degli affari esteri.

 

Tra venerdì e sabato in diverse città svizzere, tra cui anche Bellinzona, sono state organizzate manifestazioni e cortei procurdi. A livello internazionale intanto, Francia, Germania e Paesi Bassi hanno bloccato le proprie esportazioni di armi verso la Turchia.

ATS/AlesS
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