"La Confederazione deve sforzarsi di più" (Keystone)

Tutte contro la violenza

Le donne del PS propongono un piano per combattere la violenza di genere, dopo l’aggressione di Ginevra

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Le donne ai vertici del partito socialista hanno lanciato un programma in cinque punti, venerdì, per evitare che episodi come quello che si è verificato a Ginevra, in cui cinque amiche sono state brutalmente picchiate da alcuni uomini, possano ripetersi. “È solo la punta dell’iceberg”, hanno dichiarato. Pertanto, chiedono una campagna di prevenzione contro la violenza sulle donne, un rafforzamento delle offerte di consulenza e delle terapie in tutte le regioni, un numero maggiore di posti letto nelle case protette, la creazione di un osservatorio indipendente e l’introduzione di misure concrete per la parità.

La consigliera nazionale Barbara Gysi ha rimproverato il Consiglio federale e l’Assemblea federale di non fare abbastanza. Il Governo, ha ricordato l’esponente sangallese, non ha giudicato utile l’istituzione di un organo indipendente per monitorare il fenomeno. Pure il Parlamento, ha continuato, è sordo al lancio di una campagna di sensibilizzazione.

La violenza sulle donne è un tema di cui la politica fatica ad occuparsi, ha detto la consigliera nazionale Marina Carobbio, che ha pure puntato il dito contro i democentristi. "La convenzione di Istanbul, che prevede misure concrete, è stata fortunatamente ratificata nonostante l’opposizione delle forze dell’UDC", ha dichiarato. "Adesso vanno implementate". È stato pure ricordato come in Svizzera ogni due anni una donna venga uccisa dal suo compagno o dall’ex.

 
RG/ats/sulma
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