Un new deal per l’arte

Il curatore svizzero Hans Ulrich Obrist auspica contributi pubblici per i giovani artisti

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Durante la Grande Depressione, il presidente Roosevelt aveva messo a capo del gigantesco piano di aiuti pubblici all’economia - conosciuto come New Deal - Harry Hopkins. Il quale - nell’aneddotica statunitense - è rimasto famoso per un’esclamazione: “Maledizione, dovranno mangiare anche loro come tutti gli altri!”. Si riferiva agli artisti, per i quali inaugurò, di lì a breve, il cosiddetto "Public Works of ArtsProject", che in pochi mesi mise sotto contratto quasi 3'800 artisti. A ciascuno dei quali garantì un contributo di 75 dollari per ogni opera d’arte realizzata.

Un aiuto concreto al mondo dell’arte, gravemente colpito allora, esattamente come oggi. Il programma statunitense non mirava a scovare nuovi talenti, che pure emersero, quanto a riconoscere il ruolo centrale dell'arte nella società americana. Allargando la massa dei fruitori: non più arte per una ristretta élite, ma arte per un pubblico più vasto: per molti cittadini fu la prima occasione per entrare in contatto con oggetti artistici, fino ad allora collocati solo all’interno di musei.

In aiuto ai giovani artisti

In aiuto ai giovani artisti

TG 20 di domenica 24.05.2020

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