Un "no" e un "sì" nelle attese

Votazioni federali: l'esito riflette sostanzialmente le tendenze che erano emerse dagli ultimi sondaggi

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Tutto come da programma. Un'iniziativa bocciata e una revisione di legge accolta. Questo, l'esito delle urne per questa prima tornata di votazioni popolari del 2020.

I risultati non fanno che riflettere ciò che gli ultimi sondaggi d'opinione avevano evidenziato con chiarezza. Una proposta di modifica costituzionale in netta perdita di velocità (dopo una prima fase caratterizzata da estese simpatie) e una revisione del diritto penale sempre con una solida maggioranza di consensi.

 

Il testo promosso dall'Associazione degli inquilini è stato respinto da oltre il 57% dei votanti. A sostenerlo solo cinque cantoni (Basilea Città, Ginevra, Vaud, Neuchâtel e Giura). In Ticino i voti contrari hanno raggiunto il 55,4% e nei Grigioni ben il 67,5% .

Iniziativa sull'alloggio, le reazioni

Secondo Natalie Imboden, segretaria generale dell'ASI, gli argomenti dei contrario erano faziosi. L'affermazione secondo cui l'attuazione dell'iniziativa sarebbe costata 120 milioni di franchi era infondata, visto che si trattava di prestiti che sarebbero stati rimborsati. A questo proposito, il presidente dell'ASI Carlo Sommaruga (PS/GE) ha sottolineato che la campagna è stata molto più virulenta nella Svizzera tedesca. Il comitato promotore intende ora agire a livello del fondo destinato ai prestiti per la costruzione di alloggi a pigione moderata. Per Sommaruga "bisogna raddoppiare la posta in gioco". Per il comitato contrario al testo, invece, il risultato è "una prova di fiducia per il mercato immobiliare svizzero".

Oltre il 63% dei suffragi sono invece andati al divieto di discriminazione basata sull'orientamento sessuale: una misura avversata nelle urne unicamente da tre cantoni (Uri, Svitto e Appenzello interno). Il Ticino l'ha sostenuta con quasi il 67% di "sì", i Grigioni con il 58,6%.

 

 

Norma anti-omofobia, le reazioni

L'UDC svizzera teme invece che l'estensione della norma antirazzismo riduca la libertà di opinione e di espressione, diventando una specie di copertura per sentenze motivate politicamente. Il partito nazionale in una nota ha assicurato che osserverà criticamente l'attuazione del disegno di legge. Il presidente dell'UDF Hans Moser, dal canto suo, ha ribadito che il "sì" odierno alle urne non è un lasciapassare per nuove rivendicazioni. "Continueremo a rappresentare i valori cristiani", ha indicato Moser, aggiungendo che il suo partito continuerà a opporsi attivamente contro il matrimonio per tutti e l'adozione per le coppie omosessuali. Ancora una volta, l'elettorato ha così aderito alle raccomandazioni formulate da Consiglio federale e Parlamento in vista del voto.

 

 

Soddisfazione del Governo

Proprio il Consiglio federale si è detto compiaciuto per l'esito delle votazioni nazionali. Guy Parmelin ha promesso un'analisi della situazione per intervenire nelle aree in cui si riscontrano difficoltà nel trovare un'abitazione. Karin Keller-Sutter ha da parte sua sottolineato il risultato chiaro, annunciando una possibile entrata in vigore delle disposizioni contro l'omofobia già a luglio. La consigliera federale ha garantito che la libertà di opinione non sarà limitata.

ARi/sdr

Un SI e un NO

Un SI e un NO

Il Quotidiano di domenica 09.02.2020

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