SantéSuisse riunisce il maggior numero di assicuratori malattia in Svizzera. CSS, Helsana, Sanitas e KPT fanno invece parte di Curafutura (Keystone)

Un nuovo sistema tariffario contro il carosalute

Il presidente di Santésuisse Martin Landolt annuncia la creazione di un'organizzazione con il coinvolgimento di tutti gli attori per contrastare l'aumento dei costi sanitari

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Per contrastare la continua tendenza all'aumento dei costi sanitari, Martin Landolt, il presidente di Santésuisse che per il prossimo anno prevede una crescita dei premi attorno al 10%, ha annunciato la creazione di una nuova organizzazione nazionale con il coinvolgimento di tutti i partner. Dovrebbe nascere ancora quest'anno. Il consigliere nazionale del Centro che da alcuni mesi guida una delle due principali associazioni delle casse malati, in un'intervista al SonntagsBlick ha spiegato di essere convinto "che i costi possano essere ridotti facendo maggiormente ricorso a tariffe forfettarie, integrate da tariffe di servizio individuali".

L'organizzazione, nella forma prevista dal pacchetto di contenimento dei costi varato dalla Confederazione, dovrà occuparsi di definire le prestazioni mediche ambulatoriali, analogamente a quanto già avviene nel settore stazionario con la SwissDRG SA. Sara formata da due rappresentanti ciascuno dei medici e degli ospedali e quattro dell'assicurazione malattia. Con un presidente neutrale che sarà nominato dalla conferenza dei direttori sanitari. Questi dovranno ripensare tra le altre cose il nuovo sistema tariffario medico.

Auspicata una legge nazionale sugli ospedali

Con questo approccio, ritiene, gli oneri saliranno meno ad esempio nel settore ospedaliero. "Sono molto fiducioso al riguardo", ha affermato. Per rendere maggiormente razionale il sistema auspica anche l'adozione di una legge nazionale sugli ospedali in quanto "terrebbe conto del federalismo, ma allo stesso tempo promuoverebbe l'accorpamento dei servizi".

Martin Landolt
Martin Landolt (Keystone)

Un forte aumento dei premi appare inevitabile

Santésuisse già lo scorso aprile, alla luce della crescita dei costi sanitari registrata nel 2021, aveva chiesto provvedimenti immediati al Consiglio federale per evitare "una drammatica impennata dei premi nel 2023". Nel frattempo i costi sono ulteriormente cresciuti e l'aumento della fattura delle cassa malati ora è ritenuta indispensabile. "L'ultima volta, a causa di pressioni politiche, i costi non sono stati completamente trasferiti sui premi, ma si è attinto alle riserve. Le intenzioni erano buone, ma così non si sono fatti un favore. I politici avrebbero dovuto sapere già allora che questo modello non era sostenibile", afferma il presidente di Santésuisse Martin Landolt.

"Parlamento, Cantoni e Consiglio federale fanno troppo poco"

Secondo Martin Landolt vi è una crescita dei costi che è legittima, ad esempio nelle cure, che stanno diventando sempre più importanti con lo sviluppo della società. "Tuttavia le opportunità di frenare la progressione rimangono inutilizzate perché il Parlamento, i Cantoni e il Consiglio federale fanno troppo poco".

A suo avviso i problemi sono a tutti i livelli. "Se, ad esempio, un farmaco generico costa il doppio in Svizzera rispetto all'estero, ciò non può essere giustificato né dalle differenze di potere d'acquisto né dal buon senso. Qualcuno deve correggere questa situazione". Secondo l'ex presidente del Partito borghese democratico che ha guidato per 9 anni,  il sistema sanitario sarebbe impostato in modo diverso. "Ma questo è il modo in cui è cresciuto storicamente in uno Stato federale", aggiunge. Bisogna però intervenire: "preferirei che i cantoni si assumessero maggiori responsabilità di loro iniziativa". Per esempio nel campo delle autorizzazioni degli studi medici e degli ospedali. A titolo di esempio viene citato il fatto che la densità di medici a Ginevra è cinque volte superiore a quella del cantone di Obvaldo. "Sono convinto che se domani qualcuno a Ginevra volesse aprire uno studio medico otterrebbe comunque un'autorizzazione", osserva il presidente di Santésuisse.

"La nostra lobby non è così potente"

Nella stessa intervista al domenica Martin Landolt nota che "la presunta potente lobby delle casse malattia non deve essere così potente, altrimenti avrebbe ottenuto molto di più e i premi sarebbero più bassi". "I lobbisti delle compagnie di assicurazione sanitaria non vengono misurati con lo stesso metro di giudizio di quelli dei medici, degli ospedali o dell'industria farmaceutica", si rammarica il 54enne. "Chi ha mandati nel settore delle assicurazioni sanitarie o della finanza viene criticato, mentre chi li ha nel turismo o in una casa di riposo viene considerato insospettabile".

Gli stipendi dei manager? Le vere sfide sono altre

Anche l'idea di limitare gli stipendi dei manager delle casse malati, fortemente aumentati negli ultimi anni, viene considerata dal presidente di Santésuisse "un'espressione di impotenza che ha lo scopo di distrarre dalle vere sfide".

 
Diem/ATS
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