Un'immagine compromettente fu vista da 500 persone in poco tempo (keystone)

Una condanna per cyberbullismo

Un 17enne ritenuto colpevole di coazione e pornografia nel caso che portò al suicidio di una 13enne dopo gli attacchi sui social

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Colpevole di coazione e pornografia e condannato a sette giorni di lavoro di utilità pubblica, tre dei quali sospesi. Questa la sentenza nei confronti di un 17enne coinvolto nel caso di Céline, la 13enne di Spreitenbach che nell'estate del 2017 si tolse la vita dopo essere stata, per mesi, vittima di cyberbullismo. il giovane, all'epoca 14enne, non è stato riconosciuto colpevole di coazione sessuale, come reclamavano i genitori della vittima.

L'imputato aveva ottenuto delle immagini compromettenti della 13enne, una delle quali finì nelle mani di un'altra ragazza, che pure aveva avuto una relazione con il giovane.

La foto cominciò a circolare e venne vista da 500 persone nel giro di poco tempo. La 13enne, diventata bersaglio di insulti e minacce, finì poi per togliersi la vita.

ATS/sf
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