"Si instaura una specie di meccanismo di autodifesa, di reazione contraria" (keystone)

Vaccini, infermieri sotto pressione

L’esperta: “Più è forte l’insistenza e minore è la propensione a confrontarsi con il tema” – In Ticino maggiore disponibilità a farsi vaccinare

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In Svizzera il personale infermieristico si sente messo sotto pressione da più parti, dalla società, dai media, dalla politica, affinché si vaccini.

RG 12.30 del 13.04.2021 - Vaccinazioni e infermieri, il reportage dal Canton Berna
RG 12.30 del 13.04.2021 - Vaccinazioni e infermieri, il reportage dal Canton Berna
 

Per conoscere quali effetti produce questa pressione sul personale degli ospedali e delle case per anziani, Luca Beti ha intervistato Dunja Nicca, esperta in scienze infermieristiche presso l'Istituto di epidemiologia, biostatistica e prevenzione dell'Università di Zurigo, iniziando proprio da questa pressione percepita.

“Maggiore è la pressione a farsi vaccinare, minore è la disponibilità a confrontarsi con il tema, ovvero se vaccinarsi o meno. Lo ha evidenziato una nostra ricerca relativa all’implementazione delle misure di prevenzione contro l’influenza negli ospedali, tra cui la vaccinazione. Si instaura una specie di meccanismo di autodifesa, di reazione contraria e di reattanza psicologica quando ci viene detto cosa dobbiamo fare e veniamo quindi quasi privati della libertà di scegliere. È ciò che potrebbe succedere anche con la vaccinazione contro il Covid. Serve invece una cultura del dialogo”.

Dialogo che favorisce quindi la vaccinazione. Nell’ambito della sua ricerca ha intervistato personale infermieristico di tutta la Svizzera, sono emerse differenze regionali?


“Per quanto riguarda la vaccinazione contro l’influenza abbiamo chiesto al personale sanitario quale importanza potesse rivestire la vaccinazione nell’ambito delle misure di prevenzione. La nostra ricerca ha evidenziato differenze regionali tra la Svizzera tedesca e quella italiana. I motivi di queste differenze dipendono soprattutto dalla pressione a cui sono sottoposti i collaboratori di un ospedale, pressione che impedisce il confronto costruttivo. In Ticino sembra si sia più disposti a farsi vaccinare.”


“Sulla base dei dati relativi al vaccino contro l’influenza sono pienamente convinta che va migliorata la cultura della sicurezza negli istituti, ospedali o case anziani, che tradotto significa capire come permettere e promuovere il confronto con la tematica. Al momento mancano però ancora le strutture per sostenere le collaboratrici e i collaboratori, un processo che non può essere svolto dall’oggi al domani e che anche la società deve poter fare. Servono tempo, che purtroppo non c’è, dialogo e strategie affinché tutti partecipino a questo processo verso la libera scelta di farsi vaccinare”.

Cure a domicilio, in Ticino interessato il 60-70%

Con qualche giorno di anticipo, a fine mese, in Ticino partirà la fase 6 della campagna vaccinale. Riguarda per l'appunto i dipendenti sanitari e tocca - potenzialmente - 12'000 persone. Oggi era prevista una prima indicazione alle autorità cantonali su organizzazione interna e tasso di adesione del personale dei servizi di cura a domicilio. Si calcola che gli interessati a farsi somministrare il vaccino si situino fra il 60 e il 70%.

RG/dielle
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