Christian Jungen (direttore artistico) ed Elke Mayer, direttrice operativa (keystone)

Zurich Film Festival al via

La 16esima edizione si apre con "Wanda, mein Wunder", della regista svizzera Bettina Oberli

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La 16esima edizione dello Zurich Film Festival (ZFF) si è aperta giovedì sera con "Wanda, mein Wunder", della regista svizzera Bettina Oberli. Il programma della rassegna, che si chiude il 4 ottobre, comprende 164 film provenienti da 47 paesi. Il cinema svizzero è ben rappresentato con 27 produzioni. Il regista elvetico Rolf Lyssy, che mostra la sua ultima opera "Eden für jeden", riceverà un premio d'onore alla carriera.

A causa del coronavirus, ci saranno meno star del cinema a calcare quest'anno il "tappeto verde" dello ZFF. Fra questi, l'attore e regista americano Johnny Depp ha confermato che sarà a Zurigo il 2 ottobre per presentare un documentario da lui coprodotto: "Crock of Gold: A Few Rounds with Shane McGowan", che racconta la storia della band folk-punk irlandese The Pogues. Anche l'attrice francese Juliette Binoche raggiungerà le rive della Limmat. Il 30 settembre ritirerà un Golden Eye per la sua carriera.

Il film che apre la rassegna, "Wanda, mein Wunder", racconta la storia di una madre polacca che lascia i suoi due figli in Polonia per occuparsi del padrone di casa paralizzato dopo un ictus in una villa sul lago di Zurigo. Il film è stato girato con un budget di 3,6 milioni di franchi a Stäfa e Horgen sul lago di Zurigo e a Varsavia. È già stato presentato in anteprima mondiale all'inizio dell'estate al Tribeca Film Festival virtuale di New York, dove ha ricevuto una menzione speciale.

Giovedì sera lo Zurich Film Festival è stato inaugurato dal consigliere federale Alain Berset. Nel suo discorso di apertura, Berset ha sottolineato l'importanza dei festival cinematografici: "Eventi come il festival del cinema di Zurigo sono importanti per la nostra società. Si potrebbe addirittura dire che è qui che si crea la società", ha sottolineato. "Il messaggio che emana dall'apertura di questo festival è chiaro: il virus sta plasmando la nostra vita quotidiana - ma non la domina. Una sottile differenza, ma decisiva".

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