I procuratori vallesani, che indagano sulla tragedia di Crans-Montana, hanno indicato in 200’000 franchi a testa la cauzione che i coniugi Moretti dovrebbero eventualmente versare, ha rivelato venerdì la cellula d’inchiesta della RTS. Il Tribunale delle misure coercitive dovrà pronunciarsi su questo punto.
Quanto dovranno pagare entrambi per sfuggire alla carcerazione preventiva? La Procura del Vallese ha le sue idee in merito, ma non avrà l’ultima parola.
Nel caso della moglie, che è libera ma sottoposta a misure di controllo, il procuratore generale aggiunto Catherine Seppey aveva proposto al Tribunale “di ordinare misure alternative alla carcerazione preventiva”. Nel concreto: il sequestro dei suoi documenti d’identità, l’obbligo di presentarsi alla stazione di polizia ogni 3 giorni, l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico e il pagamento di una cauzione di 200’000 franchi. Il tribunale, nella sua decisione del 12 gennaio, ha stabilito per la donna l’obbligo di consegnare i propri documenti di identità e di soggiorno e quello di presentarsi quotidianamente in un posto di polizia. Per quanto riguarda la cauzione, il tribunale ha stabilito che sarà fissata al termine di un’indagine adeguata.
Per quanto concerne il marito, che si trova in carcere, il tribunale ha affermato che, in linea di principio, l’imputato deve rimanere in carcerazione preventiva fino alla fissazione della cauzione. Tuttavia, ha sottolineato che nel caso della moglie, il Ministero pubblico non aveva richiesto la carcerazione e che la corte non poteva quindi ordinarla.
“Considerato che l’imputato non ha attualmente alcun reddito e che lui e la moglie possiedono beni ipotecati e veicoli in leasing, la somma di 200’000 franchi sembra adeguata”, ha scritto il Ministero pubblico nella sua richiesta del 10 gennaio.

Crans-Montana, l'inchiesta continua
Telegiornale 15.01.2026, 20:00








