Martin Candinas è il nuovo primo cittadino della Confederazione
Martin Candinas è il nuovo primo cittadino della Confederazione (keystone)

"È l'apice della mia carriera politica"

Così Martin Candinas commenta la sua elezione alla presidenza del Nazionale, escludendo ulteriori mire politiche e ribadendo il suo impegno per la lingua e l'identità romance

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Era da 37 anni che un rappresentante della Svizzera romancia non veniva designato alla presidenza della Camera del popolo. Un periodo lunghissimo e interrotto proprio oggi, lunedì, dalla elezione di Martin Candinas. Ma con quali sentimenti l'esponente del Centro, in Parlamento dal 2011, assume il ruolo di primo cittadino del Paese? "Mi sento benissimo", risponde al nostro corrispondente Mattia Serena, "perché è veramente un grande onore poter essere il presidente del Consiglio nazionale: non solo per me ma per il mio cantone, per la mia lingua".

Per taluni questa carica può rappresentare il punto più alto di una carriera politica. Ma per Candinas? In fondo ha solo 42 anni e questa presidenza potrebbe anche fungere da trampolino di lancio verso altre sfide politiche; come ad esempio il Consiglio federale... Questa prospettiva non è però condivisa dal diretto interessato. "Per me la presidenza è l'apice della mia carriera politica, era quello che volevo", afferma, osservando che alla sua età si deve anche essere consapevoli del fatto che questa carriera, a un dato momento, sarà destinata a terminare.

Candinas, Surselva in festa

Candinas, Surselva in festa

TG 20 di lunedì 28.11.2022

 

Ma allora che presidente del Nazionale sarà Candinas? Come si confronterà, ad esempio, col troppo rumore in aula e con certi interventi che, negli ultimi tempi, hanno anche spiccato per durezza e toni al limite della correttezza? "Cercherò di non mettere me in primo piano, ma voglio comunque disciplina", anticipa Candinas, sottolineando che "alla fine siamo lì per fare la politica e anche per dare" al di fuori "una buona immagine alla popolazione". Quanto poi ai toni del dibattito politico, il nuovo presidente ritiene che si possa anche essere duri sui temi, ma comunque rispettosi verso le persone: "È questo che mi aspetto da tutte le mie colleghe e tutti i miei colleghi in Consiglio nazionale".

Quali saranno i temi più importanti in questo suo anno alla presidenza? Candinas, anzitutto, ricorda che nel 2023 si celebreranno i 175 anni della Costituzione federale: una ricorrenza, un'occasione di riflessione, che per lui "sarà veramente un momento importantissimo". Ma il nuovo primo cittadino della Svizzera ha a cuore anche la sensibilità per il plurilinguismo e preannuncia, quindi, che farà "con la Lia Rumantscha una settimana linguistica con tutte le 4 regioni" della Svizzera. È inoltre intenzione del nuovo presidente fare anche una sessione con persone affette da disabilità, dichiara, sottolineando che "anche loro sono una minoranza in questo Paese".

 

Quindi, il costante impegno per la lingua e l'identità romance. Candinas, ricordiamo, come primo vicepresidente del Nazionale, aveva già alcune volte diretto i lavori della Camera nella sua lingua madre. Quanto è importante la sua elezione come rappresentante della minoranza linguistica più piccola? Continuerà a dirigere i lavori, esprimendosi in romancio? "Per me è importante che sia accettato e rispettato l'uso della lingua, della mia lingua. Io non voglio che i colleghi dicano alla fine che questo non funziona", afferma, sottolineando in questo senso un preciso dato di identità: "Sono romancio e qui è anche importante che mostriamo questa diversità, questo plurilinguismo che abbiamo". Per il nuovo primo cittadino della Svizzera il romancio non è affatto "una lingua che si usa ogni tanto con le persone vecchie in montagna e nei nostri villaggi. Voglio alla fine veramente che ognuno in aula capisca che il romancio è una lingua nazionale: una lingua che viene vissuta e non solo nei nostri villaggi nei Grigioni; ma che è presente in tutta la Svizzera", conclude il nuovo presidente della Camera del popolo.

 
RG/Mattia Serena/ARi
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