“Piogge abbondanti o problemi a settembre”

Siccità, intervista all’esperto Raffaele Domeniconi: “In Ticino ora sotto controllo, ma il deficit resta” – Lombardia: “Possibile abbassare il Verbano, ma non basterà”

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In Lombardia negli ultimi mesi si è vista decisamente troppo poca pioggia. Il livello dei corsi d'acqua è allarmante, c'è troppa poca acqua persino per bagnare i campi, con raccolti che rischiano di essere compromessi. Una situazione che ieri (venerdì) ha spinto il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana a dichiarare lo stato di emergenza regionale fino al 30 settembre. Ma la mancanza d'acqua preoccupa anche in Svizzera, dove finora la situazione rimane però generalmente sotto controllo.

 

Per capire meglio l'emergenza italiana e quali possibili ripercussioni potrebbe avere in Ticino, la RSI ne ha parlato con l’esperto Raffaele Domeniconi, dell’associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque (VSA).

“La situazione è dovuta alle scarse precipitazioni invernali ed era già critica e nota a partire dal mese di marzo. Ovviamente siamo nella fase finale e manca poco al raccolto, ci vuole quindi acqua e ci vuole anche per produrre energia idroelettrica… quindi è tutto un insieme di concause dovute comunque alla situazione climatica”.

La scarsità d'acqua riguarda anche la Svizzera, soprattutto il sud delle Alpi. Al momento qual è la situazione?

“In Ticino l’emergenza è un po’ rientrata, ultimamente siamo in un regime di precipitazioni normali. Bisogna però stare attenti, perché per recuperare quello che abbiamo perso quest’inverno occorreranno almeno sei mesi di precipitazioni abbondanti. Se quindi quest’estate non pioverà più del solito a settembre avremo di nuovo un problema”.

L'emergenza della Lombardia potrebbe ripercuotersi anche sul Ticino?

“Per quel che riguarda il Lago Maggiore, che è forse quello che interessa di più Lombardia e Piemonte, è chiaro che c’è un conflitto di interessi. Io penso comunque che se si vorrà abbassare il livello del lago, da parte svizzera non ci saranno ostacoli, nel limite del possibile. A condizione però che non si mettano in pericolo gli ecosistemi acquatici. È ovvio che ora bisogna mettere in campo tutte le misure possibili, ma probabilmente non basteranno”.

Anche perché gli esperti ci dicono che in futuro saremo sempre più spesso confrontati con la penuria d'acqua, si può pensare a una strategia a lungo termine?

“Io penso sia ora di attivarsi per cercare la resilienza di questi sistemi, e penso soprattutto all’agricoltura. Bisogna quindi iniziare a investire in tecnologie più avanzate che gestiscano l’acqua in maniera performante”.

TG/Red. MM
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