Le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 sono dietro l’angolo e la Valtellina si prepara ad accogliere migliaia di spettatori con un sistema infrastrutturale ancora incompiuto. Tra il 6 e il 21 febbraio sono attesi 180’000 spettatori e 3’500 giornalisti, ma diverse opere del pacchetto olimpico non saranno pronte in tempo. Si temono grossi problemi nel sistema di trasporto da e per l’alta valle con Bormio che ospiterà le gare di sci alpino, mentre Livigno sarà teatro delle competizioni di snowboard e freestyle.
Il nodo della viabilità
L’assessore regionale Massimo Sertori, ai microfoni delle Voci del Grigioni italiano, ha difeso le scelte infrastrutturali fatte per gestire i collegamenti tra la sua valle, i grandi centri e gli aeroporti di Milano e Bergamo. “Le scelte sono state fatte con visione. Il tema non è la viabilità, ma la mobilità”, ha spiegato ricordando che il pacchetto complessivo delle opere tra realizzate e rinviate sfiora il miliardo di euro. Si tratta di opere che la Valtellina aspettava da decenni e che è stato possibile finanziare grazie alle Olimpiadi anche se non tutte saranno completate entro i Giochi.
Tra i progetti più contestati c’è il completamento della tangenziale di Sondrio, che termina in un passaggio a livello, prima di immettersi nella Statale. “Se fossimo riusciti a realizzare il cavalcavia saremmo stati tutti più contenti”, ha ammesso l’assessore Sertori. Il progetto originale da 52 milioni di euro ha però incontrato forti opposizioni territoriali. Tra i critici figura anche Barbara Baldini, ex sindaca e membro del comitato contrario all’opera. “È un’opera estremamente impattante che produce un consumo di suolo inutile e pregiudica la prosecuzione del lotto sette della tangenziale”, ha dichiarato.
Le ZTL olimpiche e i problemi della logistica
Dal 4 al 21 febbraio entreranno in vigore le Zone a Traffico Limitato olimpiche nei comuni di Bormio, Livigno, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva. L’accesso sarà consentito solo con pass da richiedere online accedendo a una specifica pagina del sito delle Olimpiadi.
Paolo Oberti, amministratore delegato di SOLog, ha denunciato le difficoltà per il settore dei trasporti. “La limitazione da Tirano verso l’Alta Valtellina sarà attiva tutti i giorni dalle 6 alle 10. Il transito sarà proibito per i veicoli commerciali”, ha spiegato. Il problema maggiore resta l’incertezza: “Dalle 10 in avanti la circolazione può essere fermata in qualsiasi momento per far passare gli autobus”. L’autotrasportatore non dubita che, complice l’apertura solo parziale della tangenziale di Tirano, la circolazione “sarà un delirio”.
Il caso Bormio
La tangenziale di Bormio nella Piana dell’Alute, un progetto da 7 milioni di euro per 800 metri di strada, è stata stralciata dal pacchetto olimpico dopo le opposizioni della popolazione e due ricorsi al tribunale amministrativo.
A contestare l’opera è un Comitato popolare che vuole difendere la zona verde. “L’Alute di Bormio è una piana identitaria che ha permesso all’agricoltura di far vivere tantissime famiglie”, sottolinea una delle rappresentanti Stefania Trabucchi. Da parte sua Laura Sala aggiunge: “Non è una tangenziale, è una strada assolutamente inutile”.
I treni e la questione Engadina
Sulla linea Lecco-Tirano sono previste 120 corse aggiuntive al giorno. Ma i disservizi recenti preoccupano. “Oggi il servizio ferroviario in Valtellina non raggiunge la sufficienza”, ha ammesso l’assessore Sertori.
Resta aperta anche la questione con il canton Grigioni, che stima di investire 5 milioni e mezzo di franchi per garantire la mobilità tra Bassa Engadina e Livigno attraverso il tunnel Munt la Schera. Il Cantone che ha elaborato uno specifico piano dei trasporti per le Olimpiadi che prevede limitazioni alla circolazione anche sulle strade dell’Engadina e della Val Monastero con un sistema di autorizzazioni, ha chiesto all’Italia un contributo di circa 4 milioni di franchi, ma la risposta italiana si ferma a 600’000 franchi.
Le trattative non sono concluse. L’assessore regionale Massimo Sertori ha voluto stemperare le tensioni. “Il futuro dell’Alta Valtellina sarà insieme all’Engadina. È nelle cose che è così”, ha concluso. Ma il punto finale alla vicenda non è stato ancora messo.









