"La decisione non tiene conto degli accordi bilaterali", dice Alfieri (© Ti-Press)

“Una fuga in avanti”

Per il PD lombardo l’aumento della tassazione dei frontalieri è un errore all’interno di negoziati delicati

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L'aumento del moltiplicatore comunale per le imposte deciso ieri dal Parlamento, che dal prossimo gennaio passerà dal 78 al 100%, non ha lasciato indifferente i lavoratori ed i politici di oltre confine, viste le implicazioni sui frontalieri. La busta paga più leggera, come è già stata definita da alcuni sindacalisti del Varesotto a poche ore dalla decisione di Bellinzona, non mancherà di scatenare polemiche nei prossimi giorni.

Per Alessandro Alfieri, segretario del Partito Democratico della Lombardia, persona notoriamente vicina a Matteo Renzi, "la decisione assunta dal Ticino, pur essendo su un piano diverso, non tiene conto degli accordi bilaterali che stanno portando avanti Italia e Svizzera. Questa fuga in avanti arriva all'interno di una trattativa difficile - ha dichiarato - in un negoziato internazionale aperto".

Pur rispettando la decisione politica, rammenta che è stata presa in un paese dove taluni hanno creato un clima di denigrazione nei confronti dei frontalieri che accedono ad un mercato che richiede la loro manodopera.

sdr

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