Foto d'archivio (Ti-Press / Carlo Reguzzi)

"A medio termine tassi fra il 3 e il 4%"

Ipoteche, "se la banca ha lavorato bene, il cliente non deve avere paura", dice Fabrizio Cieslakiewicz. Ma un esperto di UBS è meno ottimista

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L'aumento dei tassi di interesse direttori deciso dalla BNS, sulla scorta di quanto fatto anche da altre banche centrali, ha un impatto anche sui tassi ipotecari, da molti anni a livelli molto bassi che hanno permesso a chi ha comprato casa di pagare poco a chi ha concesso il credito. "A medio termine non rivedremo più i tassi bassi che abbiamo conosciuto, ma nemmeno il 7-8% di 25 anni. Vedremo tassi fra il 3 e il 4% e se le banche hanno fatto il loro lavoro sulla tenuta degli oneri del cliente, quest'ultimo non deve avere paura" di perdere la casa, afferma Fabrizio Cieslakiewicz, presidente della direzione di BancaStato. Gli istituti hanno infatti sempre calcolato la capacità di pagamento con tassi "fra il 6 e il 6,5%", per cui c'è margine".

L'ottimismo di Cieslakiewicz non è condiviso da Claudio Saputelli di UBS: la prova della solvibilità viene infatti fatta "al momento dell'acquisto, ma poi la gente in casa ci vive e molti destini cambiano con divorzi, perdite del lavoro,... La BNS dice che con tassi al 3% e oltre, il 20% dei nuclei famigliari non soddisfa più questi criteri".

Certo, in ogni caso, le uscite aumentano. Non subito per chi ha un'ipoteca a tasso fisso, mentre l'impatto è immediato per esempio su quelle di tipo Saron, il cui tasso viene ricalcolato a scadenze regolari.

Rispetto ad altre zone, il Ticino ha un certo vantaggio: la pressione non arriva ora improvvisa, ma "è aumentata già da alcuni anni, perché si è costruito troppo, soprattutto in fascia alta. Inoltre, ha subito un forte calo del saldo migratorio".

SEIDISERA/pon
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