(© Ti-Press / Alessandro Crinari)

"Abbiamo commesso degli errori"

Il municipale di Bellinzona, Christian Paglia, e il sindaco Mario Branda commentano i risultati degli audit sul caso dei sorpassi di spesa

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"Evidentemente abbiamo commesso degli errori dei quali ci assumiamo la responsabilità. Mi assumo le responsabilità politiche, però è anche giusto sapere che si lavorava in un contesto di carico di lavoro eccezionale". Sono le parole del municipale di Bellinzona, Christian Paglia, che commenta così i risultati degli audit sul caso dei sorpassi di spesa, resi noti oggi, mercoledì.

Il responsabile del Dicastero opere pubbliche e ambiente si era autosospeso dalla carica dopo lo scoppio della vicenda in primavera. Oggi ammette gli errori, ma puntualizza che la mole di lavoro era cresciuta a dismisura (si parla di carichi triplicati da fine 2018 a organico immutato). "In quel momento avrei dovuto capire e rallentare un po’ l’ondata, non a caso tra l’altro davamo dei mandati esterni per i progettisti e la direzione lavori, ma è chiaro che la supervisione la dovevamo comunque fare noi e in quel momento forse ci è mancato il tempo di fare una supervisione come sarebbe corretto fare", osserva il municipale PLR, che come è noto alle prossime elezioni non si ricandiderà.

La responsabilità del Dicastero sarà nelle mani del sindaco, Mario Branda, fino alla fine della legislatura.

 

"Dobbiamo assumerci una responsabilità politica"

Interpellato dalla RSI, alla domanda “avete fallito?”, il sindaco della capitale risponde così: “Sicuramente un passaggio complicato e – è il minimo che si possa dire – sono emersi diversi problemi di ordine organizzativo in relazione certamente alla gestione dei cantieri e all’interazione fra questi cantieri e la nostra amministrazione, ma anche tra l’amministrazione e il Municipio. Quindi in definitiva è chiaro che il Municipio al di là delle responsabilità individuali deve anche assumersi una responsabilità politica di ordine più generale come peraltro previsto anche dalla Legge organica comunale”.

Quale correttivo principale proponete un dicastero competente per il solo settore opere pubbliche; è sufficiente? “No, in realtà i correttivi sono molti e li abbiamo anche già illustrati. In parte sono anche già stati attuati. Riguardano i processi, le informazioni e il modo in cui si veicolano, il modo in cui vengono presentate queste informazioni e le risoluzioni municipali al municipio. Vi sono poi delle misure di ordine più generale, che riguardano la riorganizzazione del settore delle opere pubbliche e il modo in cui questo interagisce con altri servizi, l’adozione di programmi informatici che consentono un monitoraggio puntuale di quella che è l’evoluzione della spesa per quanto riguarda gli investimenti. Le misure sono quindi in realtà diverse”.     

CSI/SP/eb
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