Immagine d'archivio (©Tipress)

Bus e treni, la distanza non vale

Coronavirus: come applicare le nuove norme di condotta sui trasporti pubblici? Ne abbiamo parlato con le FFS e alcune associazioni di categoria

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Sui treni non è prevista l'adozione di ulteriori misure per contenere i rischi di contagio legati al coronavirus. E questo almeno finché l’Ufficio federale della salute pubblica non darà indicazioni. Così le FFS hanno risposto alla RSI, che le ha interpellate per capire come l’azienda intenda favorire il rispetto delle nuove disposizioni previste dal Consiglio federale in materia. Da mercoledì le autorità consigliano di "tenersi a distanza" e questo sui treni negli orari di punta non è sempre facile.

"Non possiamo chiedere che ci sia una distanza di due metri in un autobus o in un treno. Altrimenti non ci si potrebbe più salvare. Ritengo che ci sono delle disposizioni emanate da Berna e dobbiamo seguire quelle nella maniera più tranquilla possibile", commenta Antonio Scettri, dell’Associazione di tutela degli utenti dei trasporti pubblici. L’associazione tematizzerà il problema venerdì in una riunione già pianificata. Per il momento si appella comunque alla responsabilità individuale.

Lo stesso fa anche l'Associazione dei consumatori della Svizzera italiana. "Le persone a rischio dovrebbero evitare di usare questi mezzi nel momento di punta", sottolinea la presidentessa dell'ACSI Evelyne Battaglia-Richi. Ma non spetterebbe alle aziende di creare le condizioni affinché i passeggeri possano rispettare le regole emanate dalle autorità?, chiediamo. "Assolutamente sì", risponde Evelyne Battaglia-Richi, che aggiunge: " da noi è importantissimo che vengano mantenuti, ma che magari si possano mettere dei treni supplementari. Soprattutto è importante anche l’informazione sui rischi".

CSI/Red.MM
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