Ultima edizione il 4 luglio (Ti-Press)

Caffè, l'ATG: "Non tutto finisce"

L'Associazione ticinese dei giornalisti si rammarica per la chiusura del domenicale e si augura che la nuova realtà editoriale "mantenga le promesse"

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La Svizzera italiana, con la chiusura del domenicale "il Caffè", perde un'altra testata storica. Il 4 luglio verrà infatti pubblicata l'ultima edizione del giornale fondato nel 1994. Una notizia presa con un certo rammarico dall'Associazione ticinese dei giornalisti: "Prendiamo atto che non tutto finisce. Nasce la Domenica da agosto, che ci auguriamo possa restare nel solco tracciato finora dal Caffè, che ha fatto molto giornalismo d'inchiesta", spiega Roberto Porta, giornalista della RSI e presidente dell'ATG.

Non ci saranno licenziamenti, la nuova testata sarà diretta da Paride Pelli e tutto il personale impegnato ora a Locarno si sposterà a Muzzano. "Ci rallegriamo che il Corriere del Ticino voglia mantenere la redazione numericamente intatta. Come Associazione vigileremo affinché le promesse di oggi vengano mantenute in futuro", commenta Porta.

Ancora poco chiare invece le sorti dei freelance che collaborano con il domenicale: "Il comunicato odierno non li cita, andrebbe capito cosa ne sarà di loro. Va ricordato che il Caffè ha sempre retribuito con molta correttezza questi colleghi. Bisognerà capire cosa accadrà con la Domenica".

Concludendo, il giornalista ha ricordato quali siano i rischi della gratuità, formula scelta anche per la futura testata: "Il fatto che il giornale resti gratuito è un aspetto delicato, sottolineo che questo concetto ha fatto nascere nel pubblico l'idea che il giornale sia gratuito. Dietro ogni articolo e ogni fotografia c'è un professionista che lavora, che si è preparato. C'è uno stipendio da pagare. Le notizie non sono gratuite, noi lo ripeteremo sempre con tutte le nostre forze, perché nessuno entra in un bar e chiede un caffè pensando di riceverlo gratuitamente".

Syndicom: "L’informazione in Ticino diventa sempre più ridimensionata e standardizzata"

"L’informazione in Ticino diventa sempre più ridimensionata e standardizzata, secondo canoni che non appartengono alle logiche giornalistiche". Sono queste le parole usate da Syndicom per commentare la chiusura del Caffè. Sempre secondo lo stesso sindacato "il Caffè è uno dei pochi media che, in questi anni, ha cercato di offrire un giornalismo critico e indipendente". Syndicom si dice convinta che con questa chiusura è stato dato il colpo di grazia alla pluralità d'informazione ticinese.

FD/CSI
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